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Nel Cimitero di Aosta una pietra simbolica commemorativa delle vittime del covid-Valledaotaglocal.it

uno un monumento dedicato a coloro che hanno perso la vita a causa di un’epidemia globalesulla difficile situazione delle loro famiglie, sulla straordinaria dedizione e abnegazione degli operatori sanitari – medici, infermieri, autisti e volontari’, ha affermato Francesco Mileto, responsabile dell’Ufficio Stampa distrettuale di Aosta, nella rivelazione. la festa si è aperta oggi di una stele nera ma materica che mostra “fa pensare” con una fessura che permette di “guardare oltre”.

L’evidenza è stata avvalorata da Matteo Fratini, presidente della Società di Servizi Pubblici (Azienda Comunale d’Aosta) d’intesa con l’amministrazione comunale.

Memoria – ha ricordato il sindaco Gianni Nuti (in figura) – è il valore predefinito; l’epidemia che ci è capitata è una catastrofe che va ricordata e lo si può fare attuando misure concrete e costruttive. Quindi ho ritenuto importante fare un quarto servizio commemorativo dedicato alle vittime dell’epidemia di Covid 19 e al parco commemorativo dei Nocetani che non hanno mai fatto. ha espresso il proprio impegno a collocarne uno nel territorio comunale una statua da fornire alle vittime del Covid 19per ufficializzarlo nel quadro adottato il 18 marzo, la stessa data in cui la legge nazionale adottata al Senato è stata approvata come Giornata nazionale dedicata alle vittime del Covid 19.

“In questo luogo, questo pomeriggio, la nostra comunità sofferente, che è stata così ferita e che ha versato lacrime di dolore e dignità, si riunisce ma soprattutto si riunisce la comunità riluttante e indimenticabile” ha esordito Matteo. Fratini ha aggiunto: “Aosta, in questo momento, rappresenta il mondo intero, il cuore della nostra umana debolezza, inchinandosi davanti a decine di migliaia di donne e uomini che muoiono di una malattia invisibile che progredisce senza alcuno sforzo scientifico. . Oggi ci riuniamo qui per ricordare. Ricordando molti che sono morti.

Matteo Fratini

Con un lamento che ha toccato tante famiglie, stiamo lasciando nella nostra società un vuoto che non può essere riempito ma deve, anzi, essere dimenticato”.

Spiegando la pietra, ha osservato che “il cracking della pietra significa questa impronta indelebile sulla pelle della nostra società … un promemoria per le generazioni future”.

“Disponibilità insolita e personale di medici, infermieri, operatori sanitari, amministratori di comunità, operatori della sicurezza sociale, personale militare, forze dell’ordine, volontari e, soprattutto per me, le donne e gli uomini che mi sono accanto ogni giorno…..bambini I miei collaboratori, che sempre buttano il cuore fuori da ogni ostacolo, al di là della paura del contagio, sacrificano i loro rapporti familiari per stare vicino alle persone”, ha detto il presidente dell’Aps.

E ancora: “In conclusione, per citare le parole del mio poeta contemporaneo preferito, Fabrizio De Andrè, mi piace pensare che la nostra stele voglia segnare il confine tra la terra e il cielo, sicuramente quella felicità è passata con calore. L’atmosfera di un’altra estate…” ha concluso Matteo Fratini.

Oggi, come ha esordito Francesco Mileto, è stato il momento di riunirsi e condividere, ancora una volta emotivamente, la memoria di tutte le persone che hanno perso la vita a causa della devastante pestilenza scoppiata tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 successivamente in Cina. diffuso in tutto il mondo, e, ricordo, ha causato 522 morti in Valle d’Aosta in soli due anni, 157.000 in Italia e 6 milioni nel mondo.

Prima della fine della cerimonia, al momento del ricordo, i nomi di 151 persone morte per vari motivi nei primi mesi dell’epidemia di Covid-19, in quel momento, non hanno potuto trovare l’ultima via dai propri cari. sono stati letti come risultato di leggi stabilite per proteggere la salute pubblica che erano state ritardate dal funerale. Letture di accompagnamento Le letture saranno accompagnate da morbide note di clarinetto suonate da Michela Parma. (in figura).

“E’ stato Mileto a concludere – un piccolo ma dignitoso onore postumo pensato per rievocare la parte più importante della nostra identità collettiva: cittadini e cittadini, lavoratori e lavoratori, padri e madri, nonni, che hanno contribuito a costruire. La nostra società come la conosciamo it, e dove siamo grati “e l’accoglienza alle loro famiglie oggi, ea coloro che non hanno potuto intervenire. Il futuro di molte persone e delle loro famiglie è improvvisamente cambiato”.

Oggi, come ha sottolineato il sindaco Nuti, è arrivato il momento di fermarsi un momento simbolicamente, per ricordare a ciascuno di noi che nonostante tutti i sacrifici che facciamo, infatti, i grandi sacrifici li fanno chi muore. dal coronavirus e soprattutto dalla loro memoria, per amore dei nostri cittadini e locali, che hanno pagato il prezzo più alto in questa guerra, se dobbiamo resistere, dobbiamo mantenere il nostro equilibrio nervoso e dobbiamo guardare avanti.

iyo.mi.