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nello sport e nella vita reale, sembri sempre nuovo…

di Guido Guidi Guerrera

Anche Guglielmo ‘Willy’ Stendardo ha vestito la maglia dell’Atalanta da calciatore

Guglielmo Standard, disse Willy. La vera icona del calcio italiano fino a qualche anno fa, rispetto ad oggi Un paladino dei diritti negati da pochi in quella vera giungla c’è un gioco in Italia. Il suo è un rapido declino come il suo fisico snello e corridore, che è stato scelto all’improvviso da uno dei suoi allenatori scherzosamente convinto che prima di chiamare il nome Guglielmo la partita sarebbe finita. Così, con l’entusiasmo e l’incrollabile entusiasmo dei suoi quarant’anni, con un’incredibile carriera alle spalle giocando alcune delle migliori partite di calcio, Willy ha accettato l’incarico. avvocato secondo diritto sportivo e spinose problematiche etiche e deontologiche del settore.

Questioni e argomenti che discute nei tribunali e insegna loro come Docente alla Luiss di Roma. Napoletano di nascita, rispecchia con orgoglio tutte le caratteristiche evidenti del suo background: ama i suoi genitori e fratelli ed è orgoglioso di ricevere un’educazione ‘vecchia’, grazie all’influenza della sua famiglia e dei suoi nonni. e l’ambiente salubre in cui è costruito. Stendardo, insomma, è un uomo buono, bello, dove ingegno, acume per gli affari, grande ambizione giustizia e uno spirito di lotta quando si tratta di proteggere i diritti protetti da copyright e di dare voce a coloro che non lo fanno. Si definiva un “uomo pronto a sposarsi”.

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Guglielmo Stenderdo, 40 anni, è un avvocato di diritto sportivo

Ma lei è ancora, dopo varie esperienze, non si sente pronta. La sua attenzione ora è esclusivamente sulla nuova domanda di lavoro e sulla resistenza dell’applicazione.
“Per me il calcio non è mai stato così importante nella mia vita – dice l’ex giocatore – cosa che mi ha sempre affascinato. io studio, il più profondo, quello che porta ad approfondire tutte le questioni studiando le idee di intellettuali, filosofi e intellettuali che hanno contribuito a cambiare il mondo”. È improbabile che uno dei suoi musicisti preferiti, direbbe mai, Franco Battiato, non conosci ogni dettaglio, ogni parola, finché non è una canzone popolare del suo tempo. Insomma, per Guglielmo i standard etici sono anche centrali per la sua esistenza protezione delle cause dei deboli ha la precedenza su di lui. Quello che sembra mancare è in realtà una sfida, che di solito ha un discreto successo.

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Stendardo ha allenato l’ottima squadra della Luiss

Sa bene che ci sono gravi differenze in campo sportivo che devono essere affrontate il prima possibile. C’è il tema della discriminazione razziale, la violenza degli stadi che provoca molte vittime, spesso del tutto sconosciute. C’è molto supporto di supporto atleti che sono sempre assenti non è nemmeno descritto come un esperto e non c’è assistenza di pubblica sicurezza, salute o sostegno alla maternità. Per non parlare del rischio povertà per molti giocatori. Solo una piccola minoranza gode dei contratti di milionari che sono così imbarazzati da sembrare offensivi. Il 90% non funziona affatto. Alcuni problemi noti riguardano non solo il sistema del calcio ma lo sport in generale. Così ora un corridore Willy con la stessa potenza del passato entra nell’arena: un luogo diverso, e sicuramente molto crudele, ma con l’intenzione di farne il vero scopo della sua vita. Guglielmo Stenderdo, oltre alle sue responsabilità di perito legale, allenare la squadra di eccellenza della Luiss e questo analista Giochi per la rete Rai. In preparazione c’è anche un libro sulla sua esperienza di vita da leggenda del calcio.

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Willy Stenderdo è un visitatore del quotidiano Leggo. Nel frattempo, sta preparando un libro sulle sue esperienze della vita come metafora del calcio

Willy, dov’è il livello di protezione per le donne nel mondo dello sport?
“Siamo nel 2022 e non una sola donna che conosco andrà in pensione a causa del suo lavoro. Un fatto molto importante che critica il modo in cui ognuno è considerato un esperto in realtà ma non lo è de jureE questo vale anche per campioni importanti come Pelegrini nel nuoto o Roberta Vinci nel tennis, a differenza di Serena Williams, che non ha vinto nessun tipo di contratto che potesse tutelarli. Tuttavia, va sottolineato che il problema che influenza fortemente l’ambiente femminile non tocca molti altri gruppi. Pochi sanno che un certificato tecnico è sempre valido per quattro sport: calcio, golf, basket e ciclismo. Tutto il resto è visto come dilettantismo e quindi non sembra meritare alcun tipo di attenzione legale. Si spera che, con il prossimo aggiornamento sportivo previsto per il 1° luglio, le cose possano cambiare per via della nascita di un nuovo professionista dello sport e questo non importa chi sei e se sei una persona strana”.

Resta aperta anche la questione delle persone con disabilità…
“È una questione molto importante nel mio cuore. È un gruppo di atleti molto preparati, che spesso sono motivo di orgoglio per i colori della nostra nazione. Il Paese dei disabili è governato anche dalla riforma dello sport, in qualche modo dall’inclusione delle persone con disabilità e non addestrate nelle forze armate, che possono fornire meno sicurezza. Purtroppo il razzismo e la miopia di molti alti dirigenti hanno creato vere e proprie tragedie culturali, che devono essere affrontate continuando a lavorare per dare a questa categoria uno status più elevato nel contesto sportivo. Occorre quindi un fronte unito per far capire a tutti che la disabilità è una priorità solo per chi la tratta così. In ogni caso, è impossibile tollerare il fatto che i quattro milioni di persone con disabilità che abbiamo in Italia siano state private anche delle più elementari forme di sostegno e abbiano lasciato a tutti una specie di discarica insulare. Ad esempio, la legge sui diritti televisivi di Melandri dovrebbe essere applicata in modo tale che il reddito sia distribuito in modo più uniforme, quindi per aiutare le persone con disabilità, va a vantaggio dei tanti colleghi che spesso si accontentano di pochi. briciole.”

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Si dice che Willy Stendardo, 40 anni, napoletano, profondamente legato alla sua famiglia, sia stato “cresciuto alla maniera tradizionale” dai valori tradizionali.

I valori morali nello sport sono una tendenza?
“Sarebbero perduti, se non fossero sostituiti dall’idolo Moloch adoratore di idoli. Dobbiamo ricordare che i principi delle Olimpiadi sono fondamentalmente ispirati dall’etica e non solo dai valori economici: quindi la politica giuridica deve sempre venire prima dell’economia, sempre di nuovo, con interesse, interesse. Anche se ho capito che lo sport in generale, e il calcio in particolare, sono marchi in grado di generare grande interesse, considerato che rappresenta il 2% del PIL, non dimenticherò l’aspetto morale, a cominciare dal suo ruolo educativo. in un piano visibile. A tal proposito, va notato che la pratica sportiva, nonostante noi italiani siamo al quinto posto, è in grado di salvare 80 milioni su 215mila cittadini, per gli effetti positivi sulla salute degli atleti. Ed è molto importante replicare il modo in cui decidono sul palcoscenico sociale, in particolare i giochi di squadra e il loro ruolo congiunto e l’abitudine a praticare rispetto e resilienza. Direi che è quindi dovere primario della famiglia dare regole adeguate ai figli, per evitare in primis la creazione di falsi miti che sia possibile. Certo il denaro è importante ma non può mai essere la fine, ma è la via. Se il mondo del calcio vuole attirare nuovamente il pubblico sull’arena, deve fermarsi allo spettacolo e operare come una macchina per fare soldi ed ecco perché, pena il continuo sbilanciamento in un bilancio che sfida la morte. onestà e in definitiva totale instabilità”.

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Stendardo, professore all’Università Luiss di Roma

Cosa ne pensi del problema del canto razziale nell’arena?
“Per fortuna abbiamo a che fare con una piccola minoranza di persone, secondo me andrebbero isolate e punite di conseguenza. Questo chiaramente senza fare le cose in generale: chi sbaglia non può scappare lavandosi la testa. Grazie alle rigide regole imposte dalla Thatcher, oggi gli stadi inglesi sono sicuri come un teatro: tutti sanno che una cattiva condotta significa essere arrestati e mandati in prigione immediatamente. Il servizio di comando è impeccabile e inesistente Acqua di rose come noi dove le persone possono portare tutto con sé. Chi commette atti di discriminazione deve essere trattato in modo equo, altrimenti sarà un problema permanente che ci porteremo dietro per sempre”.

Cosa insegna ai suoi discepoli?
“Prima cerco di diffondere la passione in uno scambio. Quello che voglio sottolineare è che prima di poter pensare a un qualsiasi successo nella vita, ci vuole molto coraggio e dedizione, altrimenti è molto difficile, se non impossibile, ottenere risultati di valore. Un ulteriore motivo per avere una visione chiara del mondo sportivo è importante per avere il giusto allenamento e non dare mai nulla per scontato. Sapendo bene che lo sport è la terza azienda del nostro Paese, molti ne riconoscono le potenzialità di sviluppo professionale: a questo proposito sottolineo quale sarà il valore del loro lavoro futuro quando si tratta di lavoro sociale e di problem solving. se ne fanno parte. Il mio compito di insegnante è chiarire che proprio per l’importanza dello sport è importante che tutti gli aspetti di esso siano gestiti nell’ambito del progetto di etica dell’apertura”.