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Notizie di Musil. Paradiso e naufragio

Il saggio più pesante di Massimo Cacciari (Paradiso e naufragioEinaudi 2022) dedicataUna persona senza sintomi di Robert Musil ne riscrive l’interpretazione, mettendo in luce la ricerca dell’uomo moderno e le sue aporie. Mentre nella prima parte del romanzo domina l’ironia nei confronti dei protagonisti della Grande Stupidità dell’Azione Parallela, ministri e banchieri, grandi dame e borghesi, nella seconda parte tutto cambia. Il tono è coinvolto e commosso, seguendo l’impossibile ricerca della misteriosa unione dei fratelli siamesi Ulrich e Agathe, con un amore che è una via moderna verso Dio. una chiave diversa.

Una persona moderna crede in Dio o nel proprietario di una fabbrica? È questa domanda imbarazzante che informa il tipo di capitalista, rappresentato da Arnheim. Nella sua “visione del mondo” pensa che il denaro sia una forza dinamica e un pensiero che ci permette di controllare le relazioni umane senza ricorrere alla coercizione. Viene paragonato al tipo di creatività rappresentata da Ulrich, un povero. Nel grande romanzo, le sue astute linee guida e finalmente sprofondano nello stesso atto, che dovremmo celebrare l’Impero ora sta scendendo, in disgrazia. Nel secondo volume del romanzo Ulrich, a seguito dell’incontro con la sorella dimenticata, Agathe, entra in un “altro” aspetto dell’indagine. Cresce attraverso i “sacri discorsi” tra Ulrich e Agathe, fino al Regno Millenario. La fine del romanzo disturbato vede due tipi di persone a confronto: l’interessato e il meditativo. Il primo è un volontario, spinto dall'”impazienza di agire”. Il secondo è un “sognare Dio” nichilista. Ulrich e Agathe erano ora uno, ora uno, come potrebbero essere.

Un uomo senza qualità lo spiega la parabola Spiega Cacciari – non finisce mai. Sottolinea la separazione e l’unicità dell’azione e del lavoro svolto rigorosamente, anche se sei ben consapevole che il comportamento è in pericolo o in corso. Ma il mondo normale ha bisogno di produttività, sequenza, stereotipi in tutti gli aspetti e desideri. Il mondo intero si basa sulla moltiplicazione e il denaro è il suo potere spirituale. Musil scrive Informazioni sul poeta. Saggi (pref. di Claudia Monti, Sugarco 1979) che richiede una pratica pratica che spinge verso la stereotipia (Formelhaftigkeit). Stime, gesti ed espressioni facciali non soddisfano questo standard, il più comune. Per smaltirlo, dovrai smaltire la condizione normale, funzionale e attiva della persona. Se ciò accade, non resta altro che un luogo oscuro “straniero”, dove tutto finisce per un po’. Questo è un negativo, considerato un laboratorio di test soprannaturale, e la routine stessa. Con Cosa? Andando alla possibilità, per ora. Un uomo possibile, un altro modo di parlare un uomo senza sintomi, indica qualcosa che potrebbe non essere ancora vero, perché le circostanze attuali non lo consentono. Se permettiamo che questo accada a noi, nasce un’utopia.

Un uomo senza sintomi è come un equilibrista nella costante pressione tra normale e utopia. Se fosse completamente piatto sul normale sarebbe istantaneo, kitsch. Se invece si associa all’inesistente, si condannerà per l’inefficacia delle sue idee.

Un uomo non iniziato, per sfuggire alla ripetizione di una vita attiva, ricorre a “un altro mondo”, un circolo vizioso che finisce nel mistero. un viaggio incessante, uno stato di infinito mestiere che tuttavia perde il contatto con il buon senso. E quindi non può essere completamente ampliato, conclude Musil.

Può un tecnico gettare un ponte tra il buon senso e altri crimini? Questo è ciò che Musil prova con il suo grande romanzo, senza successo né fallimento. Il fallimento di quel ponte, in cui si avventurano i due personaggi del romanzo, i fratelli Ulrich e Agathe, sono più strettamente legati al fallimento di qualsiasi “sistema” che pretenda di coniugare l'”utopia di una vita giusta” con la ” ciclo vitale”. vento”. Tra loro c’è un equilibrio difficile. E si parte qui, da quel ponte cellula caduto, cita Massimo Cacciari. Indaga sul distintivo inaudito di Musil: creare una forma che possa raccontare “un altro paese”, un incontro e un intermediario tra questi due fratelli diversi. Il sogno di essere due creature l’una con l’altra. Passando tra il misterioso abbandono e i tristi ssolvi, i gemelli continuano a fissare, “l’indiscernibile vista mai incontrata”.

Ma in questo modo e prima della decisione impossibile si mettono alla prova nuovi modi incerti di essere uomo: quest’uomo senza sintomi può rappresentare la proposta, inoltre, la vera direzione del viaggio. Non si concentra su cose utili ma è economico e interessante, incentrato sull’insicurezza e sull’intrattenimento. Ma come evitare il naufragio dell’opera, che incombe sul romanzo di Musil e forse anche su tutta l’opera, in questa epoca moderna che cerca di fare di tutto un valore di scambio?

l’matematicopubblico e alla ricerca di un grande programma di risparmio, fu descritto da Musil già nel 1913, e in seguito divenne Ulrich e.Una persona senza sintomi (1930-1943). Lo spiega Cacciari matematico. È un esperto, perché nessuna mente umana può controllare tutto. Crede che ciò che sta facendo genererà entrate prima o poi. Quindi sembra un uomo di economia, in cui l’economia, la ricchezza delle Nazioni, costruisce la loro visione del mondo. Ma non è l’interesse economico che lo spinge, lo motiva: sta lavorando per la verità, cioè il suo futuro, non il suo scopo. L’eterno problema del tipo progettuale, che crea lavoro ma è disponibile in commercio, è qui contenuto nel sovraffollamento.

Creare, ieri e oggi e forse sempre, conoscere senza potere. Ma se l’opera era opera spirituale (M. Cacciari, Lavoro aereoAdelphi 2020), quel connubio e vocazione tecnologica che non necessita di compenso perché già premiato nella sua dimostrazione di competenza?

Precisione e incertezza: questi due poli contrapposti erano fatti di un uomo senza sintomi, che Ulrich cerca. Diamo un’occhiata al primo polo: matematica, fisica, tecnologia che legano le mani a una macchina da costruzione attraverso nuovi calcoli. Ma presto si rendono conto che le fondamenta non esistono, che l’edificio è riposato per aria: eppure le macchine funzionano! La metafora islamica di tutta la nostra esistenza, il pallido spettro: viviamo sulla base dell’errore.

Eppure un matematico non rinuncia ai suoi calcoli, affidandosi interamente al proprio ingegno. Anche senza una fondazione continua a costruire la sua carriera. E qui arriviamo ad un altro post, quello dell’incertezza. Nel nostro tempo, l’energia eolica si sta muovendo verso il focus, quel pensiero. Con profondità, ingegno e giovinezza, il pensiero avanza, per il momento, in termini di logica e scienza. Ma questa saggezza, osservata da Musil, sta crescendo in tutte le direzioni e non appena tocca le emozioni, diventa spirituale. Spetta ai poeti fare questo passo.

Ulrich non intende perseguire né la vita come prova né la vita alla “luce scientifica”, ma piuttosto cercare un sentimento come una ricerca della verità, a meno che non sia una questione di verità. È davvero “l’uomo di domani”. Non sarebbe sbagliato che le specie creative combinassero l’ingegneria e non è possibile. Il paese musiliano è fatto di casi che accadono, o qualcosa del genere puoi Rilevare. Ma le situazioni accadono secondo istruzioni, assumendo così il loro valore matematico. Ma c’è anche una possibilità, e l’uomo che è probabile è colui che realizzaistituzione: crea la verità invece di vederla come uno stato di cose. Questa possibile realtà è una realtà che non ha caratteristiche definite, e quindi “fuori qualità”.

“Perché non siamo reali?” si chiede Ulrich nelle ultime righe del romanzo.

Ma è possibile Cacciari realizza più che mai riesci a cogliere le continue critiche del mondo, sai che da un momento all’altro il “sistema” può crollare. È tutta la verità che sembra possibile.

Se la storia non ha autore ed è ormai un luogo dove nessuno sa e dove nessuno voleva andare, anche se l’ego non è il sovrano supremo delle azioni del governo. Entrambi, il sistema mondiale e l’uomo, sono incommensurabili. Non è stato possibile chiarire l’illustrazione e il problema in questione. Un secolo dopo, Musil parla di noi.

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