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Open Arms, Salvini in aula all’Ucciardone. Un duello sulle prove del capitano di una nave – Corriere.it

a partire dal Giovanni Bianconi, fu mandato a Palermo

Fiume del Pubblico. Ex ministro dell’Interno: ho fatto quello che era il mio lavoro

Il testimone era il capitano della nave Open Arms, che ha ricordato 20 giorni di agosto 2019 trascorsi con passeggeri migranti davanti alle acque italiane: “Non ho forzato l’ingressoStiamo aspettando a 24 miglia dalla costa una risposta alla richiesta di sbarco in un vicino porto sicuro (Pos, porto sicuro,
ed
), che non è arrivato. Ci hanno detto che dovevamo aspettare la decisione delle autorità competenti». Ad ascoltarlo, alla darsena, c’era il ministro dell’Interno Matteo Salvini, autorità all’epoca competente che ha smentito le accuse e firmato un cessate il fuoco sulla marina spagnola, rimasta sulla stessa posizione: parlare di difesa dei confini in altre parti del mondo , e io dico di fare ciò che era mio dovere».

Nell’aula Ucciardone-bunker, da dove il leader leghista manda foto e post, si tiene un processo in cui è accusato di aver sequestrato 147 immigrati, che toccano il cuore e le deposizioni dei protagonisti. Prima di tutto Marco Creig CreusIl capitano della nave ha dichiarato: “Non mi interessano le multe inflitte, Sono interessato a salvare vite».

Salvini ascolta la sua storia, a volte interrotta da sms letti al cellulare. Nelle pause perpubblico-fiume (circa 12 ore) esprimere la solitudine, picchiarla è arrivato con un recente libro scritto dal commentatore Mauro Corona. Il caso, approvato dal Senato dopo lo scioglimento di una coalizione con il governo aspetto della politica della corte sulla sua politica di immigrazione, Egli ha detto. Ma la Procura di Palermo riconosce il reato omettendo di fornire le Poste e gli immigrati trovati in tre diverse opere ricostruite da Creus: «Ne abbiamo raccolte 55 il 1 agosto, altre 70 il 2 agosto e un’altra il 39 agosto. , mentre eravamo in attesa del permesso per sbarcare a Lampedusa, visto che Malta aveva detto di no».

Interrogatorio di domande avvocato-avvocato Giulia Bongiorno vorrebbe mostrare che gli Open Arms sono andati a cercare punti di sbarco contemporaneamente al naufragio, due giorni primauna barca inadatta per questo lavoro, ha portato giornalisti e fotografi. Oltre all’attore Richard Gere ha fatto il giro “anche se la nave era già piena”. Ma per il manager si trattava solo del suo lavoro.

Davanti a Creus è la volta del medico e psichiatra che, a nome della Procura di Agrigento, ha esaminato la situazione dei profughi sulla nave: un centinaio di persone stipate nella nave, «e 2 bagni turchi e senza materassi, giacevano per terra lamentando vari disturbi: tosse, diarrea, vomito, nausea, anemia, scabbia». Accusa e difesa vanno alla ricerca di spiegazioni utili nei loro casi: gli avvocati del partito locale che hanno fatto loro dire che “c’era un caso di assoluta onestà, l’assenza di tutto”; trova l’avvocato Bongiorno prova che i bagni sono “dignitosi” e la condizione degli immigrati è “ok”, il medico corregge il “mediocre”.

Lo psichiatra, invece, sottolinea che la situazione a bordo era “pericolosa” per la Spagna.

“Domanda iberica” è la chiave per la protezione di Salvini, essere accusa il capitano di essere stato strangolato cercando di portare gli immigrati in Italia senza divieto, il 1° agosto, mentre la Spagna forniva un rifugio sicuro. Ma tu rispondi il suo compito è andare al porto sicuro più vicino: ha atteso una risposta alla richiesta di Pos, che non si è concretizzata, soccorrendo intanto altre due navi. E dal 14 agosto, quando il TAR revoca la chiusura, «Abbiamo un porto a 700 metri di distanza, i passeggeri erano malati, non c’erano le condizioni per riprendere il viaggio. Nemmeno un’ora. «Prima dell’arrivo è stato consentito solo il sequestro della nave ordinata dalla Procura di Agrigento, per altri sei giorni.

9 aprile 2022 (modifica 9 aprile 2022 | 00:48)