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Paesaggio e attività economica. Così l’Italia proteggerà l’ambiente



Stavamo lottando per uscire dall’emergenza epidemica, e subito dopo siamo stati colpiti da una nuova emergenza, quella della guerra in Ucraina, quando l’8 febbraio il Parlamento ha approvato la legge costituzionale n. 1/2022 Modifica e recepimento degli articoli 9 e 41 della Costituzione, in relazione alla promozione della cultura e della ricerca, alla tutela dell’ambiente e del patrimonio dell’ex Paese, e alla libertà di azione economica privata. l’ultimo. Tra i principi fondamentali della nostra democrazia figurano le riforme più importanti e attese che portano obiettivi ambientali, ecosistemici, generazionali e socio-sanitari. Seppur linee condivise da tutte le forze politiche, si trattava in realtà di una pratica di lungo periodo, iniziata nel 2019 con 7 casi diversi, e ora terminata con l’approvazione di un ampio accordo, con 218 approvazioni e 2 bocciature del Senato. , e 468 appoggi, 1 contrario e 6 si sono ritirati dalla Camera dei Rappresentanti.

La revisione arriva dopo modifiche e integrazioni simili a livello europeo. In particolare, compare in ordine cronologico l’articolo 9, che mette in primo piano la Costituzione, insieme alla tutela del territorio e del patrimonio e dell’arte nazionale, della tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e della fauna selvatica “di nuovo per le generazioni a venire”. altri paesi negli ultimi anni, che in modo diverso si concentrano sul principio del sistema di azione dello Stato, e sui diritti e le funzioni fondamentali della società civile e della società. cittadini. L’ambiente occupa oggi un valore giuridico-costituzionale importante, in un senso che abbraccia ecosistemi e diversità biologica. Anche l’articolo 41 prevede che la liberalizzazione del primo gradino dell’economia privata è impossibile, e in contrasto con i benefici per il benessere, la sicurezza, la libertà e la dignità della persona (oggetti esistenti), anche a danno della salute e ambiente e fornisce. affinché le attività economiche pubbliche e private siano gestite e coordinate a fini ambientali, attraverso procedure e gestioni adeguate. Lo scopo della normativa è quindi quello di rafforzare la salute e l’ambiente di lavoro. E in questo caso si tratta di indicatori e regolamenti già adottati in altri paesi, e oltre a tutto quanto contenuto in documenti europei come la Carta dei diritti fondamentali di Nizza del 2000, la Convenzione dell’Unione Europea e il Reference Paper. verso un’Europa stabile entro il 2030.

La trasformazione è molto importante dal punto di vista istituzionale e da solide politiche ambientali, economiche e sociali. A livello istituzionale, gli emendamenti agli articoli 9 e 41, entrati in vigore l’8 marzo, fanno un importante passo avanti nel rafforzamento dell’impegno del Paese per la stabilità, come delineato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per i suoi 17 obiettivi. . Un passo avanti dopo altri significativi risultati promossi dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), tra cui in particolare il passaggio da Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) a Cipess (per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile) nel gennaio 2021; introduzione di indicatori di stabilità durante la valutazione d’impatto della legge di bilancio; redazione dell’allineamento a livello nazionale del Piano Nazionale di Sviluppo Sostenibile. L’ASviS ha voluto disperatamente questo passo avanti, ancor più importante se si considera che dal 1948 il testo della Costituzione è stato modificato 18 volte, ma non fa parte della costituzione (artt. 1-12). La riorganizzazione di questa sezione e la riorganizzazione dell’articolo 9 rappresentano quindi un’azione e come tale un’importante rappresentanza il Parlamento la considera sostenibile e rispettosa dell’allineamento ecosistemico.

L’allineamento e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo ai bisogni causati da una grande crisi ambientale ed energetica, può essere a lungo trascurato, e oggi è emerso in tutta la sua complessità, con cambiamenti che dovrebbero informare altre importanti iniziative istituzionali, come quella – sempre proposto da ASviS. Dal punto di vista delle politiche economiche e sociali, i cambiamenti apportati hanno un significato speciale per tutti gli attori del sistema italiano, anche in questo caso e soprattutto per le sfide che il Paese deve affrontare oggi. Un chiaro indirizzo per gli interessi delle generazioni future, che non è stato ancora completamente pubblicato, dovrebbe d’ora in poi incidere sulle scelte economiche e sociali, ponendole in una revisione del principio della giustizia generazionale e dell’equa distribuzione delle risorse.

Come si colloca tutto questo alla luce della situazione attuale? La guerra in corso ha attirato una grande attenzione non solo sugli aspetti geopolitici e sociali della vita sul pianeta, ma anche sulle questioni energetiche, strettamente legate al clima e all’ambiente, come ben sappiamo. La domanda che ora può porsi in modo diverso è che siamo pronti e forti in questi anni ad affrontarla, lavorando – come più volte richiesto e concordato – sullo sviluppo delle energie rinnovabili, lavorando per coordinare processi e interventi autorizzativi. allo stesso tempo nella domanda e nell’uso. Mentre i legami stanno arrivando al culmine e, come hanno sottolineato molti esperti, siamo al centro della fase più importante della società in termini di potere, corriamo il rischio di accettare soluzioni rapide, contrariamente ai Principi sanciti dal Costituzione per la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. In questa prospettiva, la sfida è quindi quella di garantire che la lontananza e il rispetto degli accordi presi a livello internazionale siano una vittoria.

E allo stesso tempo non vanno dimenticate le criticità sorte a partire dall’epidemia di Covid 19, che sono anche strettamente legate a problematiche ambientali ed eco-sistemiche, oltre che al valore sanitario dell’attività economica appena approvata. Articolo 41. Rendere vaccini e farmaci disponibili a tutti nel mondo, proteggere la biodiversità, prevenire malattie e rischi professionali, sono alcuni degli obiettivi politici chiave, che devono essere raggiunti a livello globale, nazionale e regionale, ed emergere con un nuovo impatto costituzionale. Esistono, invece, riferimenti alla Salute e Sicurezza sul lavoro, ora consentiti dall’articolo 41 della Costituzione, ma che hanno avuto scarso effetto, come indicato dal numero più alto di decessi sul lavoro (1.211) ufficiale nel 2021). Sarà dunque più che mai urgente dare seguito alla richiesta nell’ambito delle Settimane Sociali Taranto, e da ultimo nel documentario della Conferenza Episcopale Italiana del 28 marzo scorso, in cui è garantito il valore della persona. , la reale ricchezza della società e del lavoro e le modalità da seguire sono dimostrate in accordo con i datori di lavoro e le organizzazioni sindacali.