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“Presidente, fermi la guerra. Torniamo a…

di Maurizio Costanzo

Il mondo sarebbe certamente migliore se sopravvivessero parte dell’astuta follia e della palese innocenza degli anziani. bambini. E se i loro sentimenti fossero presi sul serio, probabilmente non sarebbero con loro la guerra però corruzione. Infatti, nel loro mondo, e nel loro tempo, nell’infanzia, dove tutto si gioca e tutti possono essere compagni dei loro giochi – indipendentemente dall’età, dal sesso, dal colore della pelle e dalla razza – violenza, e è diverso, non coperto. Il loro sguardo, pieno di sorpresa e sorpresa, però, è sempre stato in contrasto con le immagini feroci della guerra se la televisione passa giorno dopo giorno. E come ha scritto Haim Ginott: “I bambini sono come cemento bagnato. Tutto ciò che li ha colpiti ha lasciato un segno indelebile”.

I bambini si fidano di chi si prende cura di loro, così come sono convinti che anche un piccolo bacio possa rimarginare una ferita. La loro ingenuità è inesistente, anzi fiducia incondizionataspecialmente quelli che sono afflitti da tutte le nazioni e dal mondo intero nelle loro mani. «Gli adulti da soli non capiscono niente – è scritto nel Piccolo Principe – ed è noioso che i bambini spieghino sempre tutto». Sono stufo di vedere storie orribili, di bambini come lei tenuti prigionieri da madri che piangono. Studente di 10 anni prese carta e penna e scrisse al presidente Vladimir mettere in sul viso. Non importa se non conosceva l’indirizzo di spedizione: i bambini sono abituati a scrivere lettere e mittenti sconsiderati. E i doni sotto l’albero che ricevevano ogni 25 dicembre sono la prova che, se sono scritti nel cuore, le loro parole arriveranno sempre a destinazione. Sei stato rianimato da questa convinzione, un modo di persuasione cattivo Babbo Natale per fermare i bombardamenti, e per riprendere le buone maniere e fare regali, un bambino che frequenta la Scuola Primaria Tommaso Morlino ‘Silvio Spaventa Filippi’ di Avigliano, provincia Potenzaprese carta e penna e chiese un grande regalo, esprimendo un augurio a nome di tutti: spiacente.

Una lettera di un bambino di 10 anni al presidente russo Vladimir Putin: “Stop! Ferma tutti gli uomini che hai mandato a combattere prima che sia troppo tardi.

Una lettera di un bambino a Putin: “Presidente, basta”

“Caro Presidente Putin – ha scritto – le scrivo perché ho molto da dirvi, anche se sono giovane. Ascolta la voce di Papa Francesco: non importa! Ferma tutti gli uomini che hai mandato a combattere prima che facesse buio”. “Spesso ci viene detto che i bambini seguono l’esempio degli adulti. Certo che lo è, ma se dovessimo farlo in questo momento, anche prima di capire in cosa consiste la vita, conosceremmo la crudeltà e la morte. Sì, signor Putin, può essere orgoglioso di insegnarci cosa sono l’arroganza, la violenza e la disumanità. Si può essere orgogliosi di tutto il dolore, le lacrime, la sofferenza di tanti bambini, mamme, nonne e nonni e soprattutto padri che, dopo aver salvato i propri cari, tornano nella loro città per combattere. Famiglie spezzate, vite spezzate non vedranno mai un aquilone volare, guardando il sole al tramonto, sorpreso dall’oscurità. ” E conclude con un accorato appello: “Fermate questo orrore che ci ha costretto per un mese a sembrare deboli affinché ognuno di noi possa far volare l’aquilone della vita, della pace e della libertà”.

Il prefetto di Potenza ha un bambino

io Prefetto ePotenza, Michele Campanaro ha voluto accogliere e congratularsi con il giovane autore di questa lettera, indirizzata al Nonno della Terra che in questo momento tiene il mondo con il fiato sospeso. Perché forse la soluzione a tutto il conflitto può venire dal guardare i bambini, che, dopo una discussione, si asciugano le lacrime e poi tornano rapidamente a giocare insieme, lasciandosi tutto alle spalle. E questo perché, per loro, la felicità vale più dell’orgoglio. Una buona lezione dove tutti, se vuoi, possono imparare qualcosa. Anche gli zar.