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Procida Capitale Culturale, Mattarella: “Il Paese raggiungerà i suoi obiettivi solo se cresce il Sud”

“Oggi, l’apertura dell’anno Procida Capitale della Cultura, ancora una volta, è un simbolo della Repubblica che si ritrova ovunque, in tutte le sue realtà”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’apertura di Procida Capitale della Cultura 2022.

«Procida – ha ricordato il Capo dello Stato – la capitale è un esempio di quella comune cultura italiana, che si riflette in centinaia di città e paesi indipendenti, per loro e in tutto il Paese, un importante motore di crescita. . Una piccola isola del Mediterraneo che diventa la capitale può sembrare un’isola isolata. Si tratta invece di una sfida moderna e, allo stesso tempo, di un ritorno al passato, alle sue eccellenze tradizioni e ai valori che ci ha tramandato. Possiamo dire che oggi è un ritorno alla lunga storia della cultura italiana».

«In questi giorni è irragionevole, antiquato, pensare all’istituzione e alle periferie, come se le prime avessero una maestà infinita e i ruoli della terra non fossero frutto, piuttosto, di relazioni. costruito in luoghi. Siamo, sempre di più, tutti, allo stesso tempo, istituzione e periferia allo stesso tempo. L’isola e la campagna, la metropoli e il piccolo villaggio, la montagna e l’entroterra partecipano insieme alla vita, all’economia, al benessere e alla cultura del nostro Paese e, ormai, dello standard mondiale, che è in linea con la cultura”.

“IL MOTORE DELLA CULTURA DELLA CRESCITA E DEL POTERE POTENZA PROPRIA”. «La cultura è il motore della crescita. È guidato dall’apertura, da un rinnovamento del potere umano. È un’occasione di confronto, di rispetto per la diversità degli altri. Si tratta di trovare cose nuove. La cultura – aggiunge il Capo dello Stato – attrae il turismo. E rende questo tour ancora più grande, più informativo e prezioso del semplice essere disprezzato. “La cultura non divide” è lo stato della vostra scelta, che ci fa capire che Procida ha raccolto la sfida. ciò che viene trasmesso è ritenuto arricchente, informativo, morale, colloquiale, emotivo».

“Il crimine crudele riempie le profondità della società”. “Viviamo in giorni molto brutti. Sopraffatti dalle immagini pensavamo di aver portato nel magazzino di cose orribili che non sarebbero mai più successe nel nostro continente. Invece, più sangue puro, qualche vita spezzata, qualche crimine spietato si sviluppa davvero e riempie la fossa della malvagità. L’invasione dell’Ucraina, contro la libertà e la vita dei suoi cittadini, da parte del governo della Federazione Russa, sta provocando una ferita che colpisce la coscienza dell’individuo e la responsabilità dei Paesi».

«Anche se il potere culturale – ha fatto appello il Capo dello Stato – dovrebbe aiutarci a fermare la guerra. Peacebuilding è un impegno a ricordare i valori più profondi, a partire dal diritto di ciascuno a vivere liberamente, a scegliere il proprio futuro. Il patrimonio culturale crea un patrimonio in cui risiede la civiltà umana. Produce umanità».

«Sono le fonti – conclude Mattarella – che permettono alle persone di ricominciare, rialzarsi, ricostruire sulle macerie. Ripartire il dialogo, costruire sul buon senso. La cultura rifiuta la pretesa di chi vuole trascinarla nella tempesta. Sul al contrario, riafferma la sua chiara vocazione al dialogo e alla pace».

«L’EUROPA IN CROCIERA, TRA LA CONVERSIONE DELLA STORIA E LA DIFESA DEL MALE MALE». “È in pericolo il futuro dell’intera Europa, che si trova al crocevia tra il declino della sua storia e la sua capacità di sopravvivere ai mali del passato, e di superarlo con certezza”. “I popoli d’Europa sono strettamente legati – ha ricordato il Capo dello Stato – con corde storicamente rinforzate, preziose, incommensurabili: non possono e non devono essere spezzate da chi ricorre alla crudeltà e alla guerra”.

«Letteratura, musica, arte formano la stessa rete e ricchezza che non va dispersa. Questo appello dell’isola, da oggi Capitale della cultura della grande tradizione, deve arrivare a confermare il coraggio della speranza – ha concluso Mattarella – dove Giovanni ci ha parlato, per trasformarla in desiderio di speranza. “.

“NELLA CRESCITA DEL SUD SI RAGGIUNGONO OBIETTIVI, SONO NECESSARI CONTINUAZIONE E COERENZA”. «Il mare che ci circonda è un tesoro unico: dobbiamo prendercene cura, e allo stesso tempo capirne il valore. Il mare unisce. Il mare è vita. Il mare è unito. Il mare è il rapporto tra le persone. Il mare è una cultura. Per questo anche Procida, la capitale della cultura, è un’opportunità preziosa in tutta la Campania e, al momento, questo è un peso enorme. Pensiamo all’epidemia post-epidemia e ci impegniamo in un periodo storico del processo che ha deciso di rifondare l’Italia per rendere attuale e più efficiente il suo sistema. Il nostro Paese potrà raggiungere gli obiettivi che si è prefissato solo se il Mezzogiorno tornerà a crescere equamente, all’insegna dell’innovazione e dell’innovazione».