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proteggono dagli attacchi chimici e batteriologici

Insieme a guerra alle porte europee e nella più difficile situazione diplomatica internazionale, occorre essere preparati a rispondere a qualsiasi attacco batteriologico, chimico o nucleare e al territorio italiano. Minacce da Russia, reale o immaginario, non lascia i cittadini indifferenti, anche timorosi del futuro, ma nemmeno di un governo mondiale. Le nostre forze armate possono contare su moderne attrezzature progettate e realizzate dall’azienda Apriliaio ArescosmoUno staff di 63 persone, in maggioranza donne, che dal 1990 ha realizzato nel Dipartimento della Difesa sistemi di sicurezza volti a garantire l’incolumità dei soldati, e la tecnologia ereditata da Pirelli per l’utilizzo di materiali di ultima generazione.

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PREZZO
Le tute prodotte, fino a diecimila all’anno, si chiamano Nbcr nucleare, batteriologico, chimico, radioattivo e si divide in due tipologie: leaky, composto dallo strato esterno del tessuto idrorepellente e dall’interno dotato di filtro a carboni attivi, e dall’acqua che funge da scudo all’interno dell’esterno. e all’interno ma può essere indossato per alcune ore. Ad esse vanno aggiunte le mascherine, prodotte fino a 70mila l’anno, oltre alla protezione dei piedi e delle mani.

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Le minacce che dovrai affrontare sono diverse. Gli attacchi biologici possono essere difficili da contenere e l’Italia ha messo alla prova a sue spese l’impreparazione dell’epidemia di Sars Cov-2, una sostanza chimica con effetto immediato e immediato, che provoca shock ma consente di ridurre il raggio d’azione. Un attacco nucleare è sicuramente uno dei più spaventosi, perché oltre ai danni arrecati al dispositivo, c’è l’incertezza del crollo delle nubi radioattive e della polvere. «Ricerca e lavoro giovanile è fondamentale: gli strumenti devono essere pronti per far fronte alle emergenze, non possiamo sottostare all’obsolescenza» spiega Silvio Rossignoli, presidente di Arescosmo. «problematici e idonei a un attacco del genere. «Anche i vigili del fuoco sono formati e attrezzati: sono loro che intervengono in situazioni di disastro aziendale. Ognuno ha mascherine sponsorizzate dallo stato e adeguate aree di indipendenza”.

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APPLICAZIONI
Gli ordini per aumentare gli ordini non sono ancora arrivati, ma Arescosmo si aspetta che le minacce siano concrete. «Il problema con il responsabile operativo Marco Adami è che questo tipo di mercato è difficile da espandere nell’immediato. La pianificazione nel tempo è fondamentale, questo è ciò che la politica deve capire. Prima l’epidemia e ora l’Ucraina ci mostra che la sicurezza non è un costo, ma uno strumento: la visione non è uccidere vite, ma salvare vite”. Andrebbero aggiunte anche materie prime come tele, gomma, componenti meccanici per ora difficile da trovare, soprattutto dall’estero, e i costi crescono rapidamente, almeno il 30 per cento in pochi mesi. “Mettere la testa sotto la sabbia non aiuta. Quando corriamo dietro una crisi, spendiamo molti soldi e il Covid ci ha fatto capire. La mancata pianificazione ripaga in fretta, finisce Adam e quando saremo pronti sarà finita”.

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