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REVISIONE FISCALE 2022 / Politica forense che separa la scelta equa del Paese

Grande notizia di questa settimana è un contenzioso che ha chiuso l’ultima seduta della commissione camerale con le segnalazioni del direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini. in linea con l’elenco dei crediti d’imposta inesigibili. La prima notizia, la rete delle sedi, può essere fatta risalire a una discussione avvenuta in uno stadio in cui due squadre di tifosi erano in disaccordo sull’andamento della partita e sul ruolo dell’arbitro.

Nella situazione attuale c’è una sola squadra in campo, l’Italia, quindi è chiaro che i combattenti non hanno una visione nazionale. La fine è ancora peggiore quando immaginiamo di essere nel mezzo di una guerra che si è aggiunta al conflitto. Entrambi questi casi, il Covid e la guerra, dimostrano che la politica ha perso la lettera maiuscola. Il presidente della Commissione Finanze ha chiesto la fine del rinvio di qualsiasi decisione dell’arbitro Draghi.

Sarai chiamato a questo! Certo è vero, ma poi la politica è ignorante e, quindi, ci vorrà un cambiamento o pensi a posti vacanti? Il presidente Draghi ha chiesto una risposta a una delega fiscale chiarita e ha usato una metafora del condizionatore, ribadendo che il governo non ha intenzione di aumentare le tasse, non influirà sulle case italiane e sarà affitto e risparmio.

È chiaro che il contesto riflette anche l’impegno della politica nel perseguimento di un obiettivo a breve termine e tutto ciò solleva nuovamente la questione del Pnrr che coinvolga i delegati finanziari all’interno degli obiettivi della Strategia. La metafora del condizionatore segue il discorso del ministro Cingolani sulla necessità di riconsiderare la questione nucleare e va vista nell’obiettivo strategico dell’opposizione che non si limita al semplice ridicolo.

Il banchiere Mattioli, in un verbale ritrovato in documenti conservati presso la segreteria Mediobanca, ha scritto a Cuccia: “Ricordo nella mia mente la lunga notte dell’inverno 1943-44, quando chiacchieravamo e discutevamo di più per mantenere la mente vigile e allo stesso tempo distratta dalla speranza di poter fare presto qualcosa; e quando, nonostante tanta incertezza di speranza e sopravvivenza, è nata l’idea di Mediobanca e delle sue attività, opportunità e significato, certo, e non solo nella fase attiva dell’impresa, ma in quella ancora più ampia. una visione positiva per lo sviluppo del nostro Paese”. Tornando al tema della riforma fiscale, è evidente una mancanza di prospettiva. La differenza tra le tesi opposte è il mese perché entrambe le parti sono corrette, ma allo stesso tempo errate.

I benefici dello Stato provengono dal sistema fiscale, che però deve essere in grado di garantire la crescita della ricchezza, la sua redistribuzione e, quindi, di creare il Paese che vuole nei prossimi cinquant’anni. Sono temi che Mattioli è politicamente svantaggiato e che in questi giorni si ritrovano frequentemente sui media, ovvero la montagna di tasse, contributi non pagati e donazioni che continuano a crescere e superano il tetto di 1.100 miliardi di dollari di euro. .

La denuncia arriva dal primo posto in Agenzia delle Entrate e Riscossione delle Entrate, non è nuova ed è vera come la sua verità è dolorosa. Di nuovo l’anno scorso, allo stesso tempo, tale questione era considerata illegittima perché se si dovesse occuparsene significherebbe fare amnistia e grazia non menzionate. Ora, per così dire, si vuole evitare di fare i conti con l’evasione fiscale, il sistema delle entrate e della riscossione, creato da decenni di interventi veramente cut-off che rallentano la crescita e aumentano i costi provocando inefficienze nel sistema produttivo italiano. che viene ulteriormente spinto in altri paesi. Lo stesso Direttore, Ruffini, che ha sottolineato la revisione del catasto, ha sottolineato la necessità di una revisione continua delle stime affermando che spetterà al Parlamento decidere sui risultati dell’attuale riforma congelata del 2026.

In effetti, il dibattito in corso è stato teso ed è ancora sospeso causa di contesa. La distinzione, infatti, sembra fondarsi su due principi che devono riflettere il nuovo sistema tributario che deve basarsi sulla ripartizione del reddito da lavoro dipendente e da quello pensionistico che deve essere guidato a ritmo continuo dall’imposta agli altri redditi da pagare. sull’imposta rettificata il governo dovrà pagare il trasloco a due aliquote, con buona pace delle cedole come l’affitto del 10% o quel 26% delle entrate.

È chiaro che il dibattito è surreale e si sta aggravando con la proposta patriottismo sviluppato dai sindacati. Bisogna fare un aggiornamento per guardare oltre l’ultima data delle elezioni, altrimenti è meglio aspettarsi lo stesso perché non è rinviabile. scelta da fare. Resta il sospetto che il prossimo turno elettorale porti alla ratifica della Politica in cui il Premier Draghi dovrà intervenire a pieno titolo e farsi carico della rimozione dei contendenti dal tavolo.

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