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Riccardo Dalisi, artista e designer di design che ha “riportato indietro” la caffettiera napoletana e ha dato vita a Rua Catalana.

Riccardo Dalisi, esperto di arte, architettura e design, è morto all’età di 91 anni. Nato a Potenza, vive a Napoli. Nel 1957 eccelle in architettura all’Università Federico, entrando nello studio di Francesco Della Sala dove conosce Massimo Pica Ciamarra nel 1963; entrambi realizzati da Michele Capobianco i Nuovo edificio di scambio di scambio. Artista e designer di fama internazionale. Sue opere si trovano in numerose collezioni private e in musei europei ed esteri (Musèe des Art Decoratifs, Parigi; Museum of decoration arts, Groningen – Olanda; Denver Art Museum, Denver-Colorado; Museum of Art, Montreal – Canada; Museo della Triennale di Milano ).

Dalisi appartiene a quella generazione di muratori, cresciuta in un posacenere e che ora è nei guai. Si laurea a Napoli nel ’57, a “concetto biologico” completo, distinguendosi come architetto. L’allievo di Della Sala, che lavorò con Gropius, imparò da lui la contentezza: non si accontentava mai dei risultati, si lasciava rivivere anche per errore, flessibilità che apriva opportunità mai programmate. Negli anni Sessanta si dedica alla progettazione e realizzazione di un tavolo smontabile e riutilizzabile mentre nel 1969 diventa professore ordinario presso la facoltà di edilizia di Napoli e nel 1973 è tra i fondatori della Global Tools Association, nata come organizzazione. puro parlare di Radical design e descriverne le origini e lo sviluppo nei n° 10&11 della rivista Spazioarte, edita da Ugo La Pietra e dedicata al design solido.

In quegli anni ha svolto anche lavori di sviluppo nel Rione Traiano che ha colto l’occasione per collaborare con artisti locali. Nel 1979, incaricato da Alessi di produrre una versione classica napoletana, inizia la sua attività di ricercatore come caffettiere napoletano. Dai prototipi realizzati nei rapporti quotidiani con gli artigiani di Rua Catalana e gli artigiani dell’ottone, Dalisi ha sperimentato nuovi usi e funzioni del dispositivo che è stato oggi il risultato di un divertente lavoro di design, presentato dal Compasso d’Oro 1981. Nel 1987 la caffettiera napoletana entra in produzione e Dalisi si fa conoscere a livello internazionale. Riccardo Dalisi ha introdotto nel design il mito, l’arte, l’archeologia. Nei suoi progetti tiene presenti gli spazi rappresentati dalle forme viventi e il concetto di trasformazione; “Forse la metamorfosi più famosa è quella che Collodi ci racconta di Pinocchio nel mondo dei giocattoli”, ripeteva Dalisi.

Come designer ha realizzato forme vendute da note aziende come: Zabro, Zanotta, Alessi, Oluce, Playline, Morphos, Fiat, Munari, Kleis, Baleri, Rex, Slamp, Eschenbach, WMF, Rosenthal, Ritzenhoff, Il Cocchio , Vetro, Bisazza e altri. Nel 1995 inizia ad intagliare, ottenendo in breve tempo pregevoli e definitivi risultati come dimostrano le mostre al Palazzo Reale di Napoli e al Palazzo Marigliano di Piazza dei Martiri a Napoli, Lamezia Terme (Catanzaro), Piazza Esedra a Salerno. Nel 1997, in collaborazione con il CNA di Napoli, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali e il Comune di Napoli, ha ingaggiato la sua troupe di progettazione, ora stabilmente, Rua Catalana con i suoi ritratti e lanterne. . L’esperienza inizia con una prima impressione e passione per la creazione di capolavori creati dal costruttore Dalisi con compiti e strumenti già descritti come poveri, trasformando e illuminando Rua Catalana. L’esperienza, denominata Napolino, dal nome della lampada – un dipinto realizzato per l’occasione, ha l’obiettivo di presentare la strada come un monumento vivo, paragonabile a un progetto realizzato a Napoli negli anni Settanta e che coinvolge tutte le avanguardie italiane, i radicali , che ha fatto la storia nel mondo – l’Italia, influenzando l’arte e l’architettura, e ha avuto molti echi fuori dall’Italia fino ad ora. Il lavoro, svolto con la partecipazione di studenti di costruzioni, ha portato al nome dell’intera iniziativa Università di Strada. Nel 1998 Napolino è stato selezionato dalla Comunità Europea come uno degli otto progetti pilota da accettare e distribuire in tutto il mondo, per il suo alto livello di cultura.

Nel 2002 Dalise ha partecipato a un programma artistico unico nel suo genere nel paese centrale di Casertavecchia, nel casertano, condotto da Guglielmo Bove e Luigi Ferraiuolo. Nel 2010, dopo una lunga ricerca preparatoria, ha promosso la prima edizione del Premio Compasso di Latta, un passo verso una nuova ricerca nel campo del design all’insegna del sostegno umano, dell’ecocompatibilità e della mitigazione.