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Risorse italiane | Zero due volte

Paperon de’ Paperoni è un grande pittore. Si risparmia molto, si mangia poco. Accumulatevi tesori; adora nuotare in una piscina piena di monete d’oro.

Ma che dire dei risparmi e delle fortune finanziarie delle famiglie italiane?

Prima dell’epidemia, il risparmio abitativo oscillava di circa l’8% del reddito perso (questo è il nostro reddito, dopo le tasse e i trasferimenti dal governo, come la pensione). A marzo 2020 è esploso il COVID19. Per più di due mesi non siamo usciti di casa e non abbiamo fatto altro. Il consumo è diminuito. Il risparmio aumenta fino al 20 per cento del reddito disponibile. Con l’avvento dei vaccini e il miglioramento delle condizioni economiche, i consumi domestici sono progressivamente tornati a crescere. Lo spazio di archiviazione è inattivo. Oggi è circa l’11 per cento del salario perso: quindi rimane circa il 3 per cento in più rispetto ai prezzi prima dello scoppio dell’epidemia.

Il risparmio è il flusso d’acqua dal rubinetto. L’acqua che riempie il lavandino del bagno: l’acqua del bagno – come le monete della piscina Scrooge Scrooge – include le nostre risorse. È un bene che comprende una varietà di beni: fondi bancari, depositi, titoli, azioni, fondi comuni, assicurazioni e fondi pensione. La ricchezza totale in Italia ammonta a 5.000 miliardi. dell’Euro. Diamo un’occhiata alla sua composizione, innanzitutto, come nel campionato di calcio, dal più piccolo al più piccolo.

I depositi sono il primo tipo di ricchezza delle famiglie, a parità di percentuale 28 per cento della ricchezza totale. L’evidenza è in parte spiegata che il nostro sistema finanziario è sempre stato basato sulle banche. Tuttavia, la quota di depositi raggiunta è elevata rispetto agli anni precedenti, poiché non si vedeva dal 1997. L’epidemia ha alzato il profilo degli italiani, che sono stati pesantemente coinvolti nei depositi bancari.

Le famiglie investono poi in attrezzature assicurative (soprattutto contratti di assicurazione sulla vita, che coprono anche la previdenza sociale) e fondi pensione privati ​​in percentuale. 24 per cento yetotali. La complessità dello strumento, ormai elevatissima, è cresciuta nel tempo, soprattutto a partire dagli anni ’90, quando è stata attuata una riforma del programma pensionistico che ha ampliato il ruolo della previdenza privata, al fianco del governo. Molti italiani si resero conto che il futuro pensionamento pubblico sarebbe stato abbreviato; hanno deciso di prendere pensioni aggiuntive.

Azioni e partecipazioni sono il terzo tipo di ricchezza italiana, ca 21 per cento yetotali. Molte di queste sono piccole imprese non quotate e partecipate, mirate, a conduzione familiare, un tratto distintivo della nostra economia. Ma anche nel nostro Paese molte medie e grandi aziende non hanno azioni quotate in borsa. Nonostante l’introduzione di molte riforme, la borsa italiana rimane relativamente piccola rispetto a quella internazionale.

I fondi combinati sono complessi 15 per cento nei servizi finanziari alle famiglie. Per quanto riguarda la ricchezza investita in asset assicurativi/previdenziali, il valore dei fondi comuni di investimento è aumentato negli ultimi anni, per effetto delle decisioni familiari e della selezione di mediatori che gestiscono le finanze e danno ai cittadini la possibilità di iscriversi alle quote dei fondi. .

D’altra parte, è in calo, e oggi lo è 5 per centola quota di ricchezza investita direttamente sulle obbligazioni: negli ultimi anni le famiglie italiane hanno investito sempre meno in obbligazioni pubbliche (che danno rendimenti inferiori) e obbligazioni bancarie (non coperte dalle leggi europee sull’assicurazione dei depositi).

Si tratta di monete monetarie e monete custodite dalle famiglie 4 per cento della loro ricchezza. C’è un paradosso del denaro. D’altra parte, il suo utilizzo nelle transazioni è limitato, poiché utilizziamo altri dispositivi, come carte di pagamento e bonifici, in misura maggiore rispetto a prima. D’altra parte, il ruolo delle banconote come value store è cresciuto negli ultimi anni, a causa dei bassi tassi di interesse sui depositi bancari. L’incertezza creata dall’epidemia ha spinto le case a un’enorme richiesta di denaro scritto.

Infine, la quota residua della ricchezza italiana, i 3 per cento totale, investito in altre attività finanziarie, come guadagni commerciali in piccole imprese familiari che hanno nei confronti di altre società.

Non c’è il capitalismo, c’è il capitalismo. Il capitalismo tedesco è diverso da quello francese, quello italiano da quello anglosassone e così via. Il capitalismo differisce per l’onere della spesa pubblica e delle tasse; per le caratteristiche del pensionamento statale; a un’organizzazione sanitaria, scuole e università; in azioni di società e banche in mano allo Stato oa privati; a causa dell’impatto del debito pubblico sul PIL.

Ma il capitalismo era diviso anche dalla formazione della ricchezza finanziaria della famiglia. Come in Italia, i depositi bancari sono importanti in Germania e Spagna, paesi con sistemi finanziari secondo cultura bancaria; i depositi sono bassi negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Canada. Le azioni di proprietà, invece, raggiungono livelli più elevati negli Stati Uniti, dove l’investimento diretto dei cittadini in azioni quotate è più diffuso che in Europa. Gli investimenti nelle assicurazioni private e negli asset pensionistici sono comuni nel Regno Unito e in Canada, mentre Spagna e Italia sono in ritardo nonostante i progressi.

La storia che abbiamo raccontato riguarda la ricchezza degli italiani nel loro insieme. Queste ricchezze sono condivise equamente tra ricchi e poveri. Lo vedremo nel seguente articolo.

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