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“Se mi chiamano, mi feriranno. La pace più grande? Non hai finito il liceo »- Corriere.it

da Stefania Ulivi

Attore e regista romano, in tv con “Nero a mezzo” e il film “I cassamortari”: “Il mio rimpianto tecnico? Dopo aver detto no a Ferzan Özpetek “Bagno turco”

Sessanta saranno completati l’anno prossimo, il 16 febbraio. Ma quest’anno ha già festeggiato la sua 40esima carriera. Lavorare. Claudio Amendola ci risponde da Monopoli durante il set della nuova serie Mediaset, Patriarca
. “Ho iniziato con la Storia dell’Amore e dell’Amicizia. Lo ricordo come solo ieri, 4 ottobre 1981, alla porta padre Ferruccio: “Ah regazzi’ vai a lavorare in un posto dove ci sono cento persone che dipendono dal tuo faccina, guarda cos’è allora.”

Ma grazie a sua madre, Rita Savagnone.

“Vero. Mi ha detto che l’imperatore, Franco Rossi, cercava un ragazzo con una faccia come la mia. Non ci ho mai pensato, non avevo il fuoco santo con cui giocare, pensavo di fare qualcosa prima o poi. È meglio, come uno che ci intrattiene nei paesi di Valtur».

Comportamento?

“Ho fatto un test come intervista per diventare una commessa, soprattutto per grazia di mia madre. E mi sono ritrovata a letto con Barbara De Rossi. Potrebbe essere peggio “.

Cercando articoli su di lui in archivio, le descrizioni escono così: «È considerato un gladiatore del cinema italiano e, secondo alcuni, un erede naturale di Renato Salvatori. L’attrice sanguigna, bella e talentuosa, con il suo viso pesante e il sorriso umoristico le è valsa la reputazione di sex symbol made in Italy. Noti nella foto?

“Non posso mentire, lo so già. Era, in parte, ancora una generosa quantità di quello che avevo fatto. Rispetto a Renato Salvatori che è stato con me fin dall’inizio mi umilia».

Rimpianti della tecnologia?

“Non che l’ho fatto bagno turco di Ozpetek».

Perché non lo ha fatto?

Perché non pensavo di avere ragione, non pensavo di poterlo fare, non capivo Ferzan, perché ero uno stupido. Non ero abbastanza maturo per capirlo.’

Come ti è venuta l’idea di fare un film come “I Cassamortari”? Sei pronto a porre fine alla morte?

“La morte mi ha colto di sorpresa con tutto il dolore, la tradizione, il rispetto per i viaggiatori e i residenti. Cerco sempre di trovare il lato da sdrammatizzare, guardo sempre dalla parte giusta, il bicchiere è mezzo pieno, la mia forza e il mio limite , è una questione di carattere. Ai funerali accadono sempre cose divertenti, è strano, non è divertente parlarne, ma ho visto posti che mi fanno ridere. E il mondo dei servizi funebri, a Roma lo chiamiamocassamortari, mi ha sempre affascinato. Prima li vedi con il volto della situazione, molto rispettosi e appena il corteo entra in chiesa, si appoggiano alle colonne, fumano, volteggiando».

È vero che George Clooney lo ha fatto saltare in aria?

“L’ho scritto con uno sceneggiatore italo-americano, volevo metterlo negli USA con lui che cadeva a cavallo sul Lago di Como e si rovinava la faccia. E quei direttori di pompe funebri che stavano ricostruendo il funerale. Ho scritto una lettera all’avvocato di Clooney .”

AL?

“Non mi ha risposto. Così ho riportato la storia in Italia, la dice lunga sulla nostra fondazione».

E andò in mezzo a Piero Pelù, Gabriele Arcangelo, in morte e risurrezione.

“Mi piacerebbe essere un rocker, non una rock star, siamo onesti. Penso che sia l’unico lavoro che ho davvero. Se avessi il talento necessario”.

Ricordi il primo concerto?

“E chi dimentica?” Il primo forte, la cosa più sconvolgente, sono stati i Clash of Florence, poi, ma ero più grande, dei Pink Floyd. Sono cresciuto in quella cultura musicale, con quelle band che non avresti mai visto ed erano miti. Cioè, i Led Zeppelin sono venuti a Milano quando avevo nove anni. Ma poi ho visto Robert Plant che ricordo con affetto dell’Isola d’Elba. Adesso è vecchio».

Ha lavorato con i direttori esecutivi, Marco Risi, Marco Tullio Giordana, Ettore Scola, Carlo Mazzacurati, Patrice Chéreau solo per citarne alcuni, ma non disprezzava la televisione, non solo mito e serie ma anche programmi pop, “Amici”, ” Miss Italia”, “Domen” in », discorso, trasmissione calcistica. Perché?

“Il fatto è che più mi godo la TV, meno la prendo. So che la mia popolarità deriva principalmente dal piccolo schermo, in particolare dai film, anche se l’ho reso importante. E’ la TV che porto nelle case delle persone dal 1981, e da quasi 60 anni ne vado fiero».

È tornato con la terza stagione di “Half Black”.

“Come Giulio de Cesaroni, ci sono personaggi che mi accompagnano, che amo. Sono molto legato all’ispettore Carlo Guerrieri, quest’anno le ho istruito, ereditato dalle mani talentuose di Marco Pontecorvo, mi piace la compagnia degli attori, tutti di grande talento, e il fatto che metto situazioni umoristiche nel detective. storia. , cose che fanno ridere».

Non hai finito il liceo, vero?

“Ora è un dato di fatto, ho raggiunto un livello in cui ero preoccupato. L’ho accettato. E quello di cui andavo fiero, fortunatamente. tempo di recuperare. O lo troverò, chissà?”

A cosa ti importa quando parlano di te?

“So molto poco che dicono di me, non ho i social network, non vivo una vita sociale, non conosco nemmeno l’ambiente. Solo una cosa chiedo”.

Vale a dire?

“Quando, raramente ma raramente, sono stato descritto come arrogante, veramente costretto. Io no, lo faccio al cinema. La vedo come una voce e mi dà fastidio. Sono una persona calma e umile, nella misura in cui non permetto a nessuno di vincere. Ho molto rispetto per il lavoro di tutti. Le relazioni che hai con tutte le persone con cui lavori sono importanti. Non mi ascoltano solo per via del mio faccino, come diceva Sordi».

I tuoi figli ti ascoltano?

“Ho un ottimo rapporto con loro, sono fortunato. Alessia e Giulia – nata a Marina Grande, ed – sono donne anziane con una vita più sicura, ho molto rispetto per loro”.

E Rocco, che è nato con il matrimonio con Francesca Neri?

“Ho detto ad alcuni di no, mi stavo allenando di più. A 23 anni, dopo l’epidemia, ha iniziato a lavorare alla produzione, la parte più gloriosa del set, la più faticosa. Ha fatto un bel pasticcio, dal livello più basso. E questo, non lo nascondo, mi riempie di orgoglio».

Chi sono i suoi amici, con chi riposa?

«Cerco di spingermi il meno possibile, questo lavoro dipende da come lo prendi. Mi riposi molto con i miei nipoti e i miei figli, giocare a golf mi dà molto relax anche se mi arrabbio perché non ci riesco mai più. Mi rilasso sul divano a guardare la tv».

Golf, divano e gladiatore maschio?

“Invecchiare ha molti vantaggi. Impari anche a divertirti a stare con te. Ad esempio mi piace andare al ristorante da solo, faccio un pranzo ricco. Come andare al cinema. Il mio maestro Carlo Vanzina andava sempre al cinema solo”.

Cosa ricordi di lui?

Stoltezza. Avevo lavorato con suo padre, il dottor Steno, che mi amava, e lì ho passato tante belle serate. E ho trovato la stessa gentilezza e raffinatezza in Carlo. Il suo cinema ed Enrico hanno fatto alzare il naso alla mia sinistra. Era fastidioso. che i loro film, specie quelli sull’edonismo ottantesimo, raccontavano al mondo più direttamente della maggior parte degli scrittori e lui era vicino alla commedia umoristica dei grandi maestri rispetto alla maggior parte dei loro colleghi. Avevano anche un altro merito».

Quale?

“Lo hanno fatto mentre guadagnavano bene. Ci ha fatto lavorare e guadagnare tutti. Con Vittorio Cecchi Gori».

Chi altro ricordi?

“Mi manca da molto tempo mio padre. Non so perché, forse perché sono vecchio, mi piace viaggiare, mi alzo la mattina, faccio lunghe passeggiate, abito abitualmente a Villa Borghese. Un giorno sono arrivato a Verano, sono andato da lei. Ci vado da molto tempo. Molto felice “.

Nel 2014 realizza la sua prima directory con “La mossa del pinguino” in un gruppo di piega impossibile: Edoardo Leo, Ricky Memphis, Fassari ed Ennio Fantastichini. Se l’Italia pensasse che a Pechino nel 2022 l’Italia vincerebbe l’oro?

“Sinceramente, chi avrebbe potuto immaginarlo? Quelle Olimpiadi sono state giornate emozionanti, fino all’ultimo quarto il gioco ha iniziato ad addensarsi, volevano sapere come pensavo di fare quel film. Era bello essere un avvertimento. La TV era tornata in onda ed ero felice. Ma no, non foldo, mi basta il golf».

Dopo aver girato un film funebre, pensi mai al tuo?

“Mettiamola così. Vorrei vivere tutto ciò che la vita mi dà in modo che le persone che lascio sorridano, possano dire: papà, mio ​​marito, il mio amico sta bene, ok. Vorrei un felice funerale. Dove cantiamo».

In?

“Nel caso Il cielo è sempre più verde di Rino Gaetano».

8 aprile 2022 (modifica 8 aprile 2022 | 08:26)