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Secondo uno studio, solo il 25% degli adulti vede la scarsità d’acqua come un problema attuale

La comprensione da parte italiana della gravità della crisi idrica è in costante crescita, anche se le percentuali più basse: il 25% tra gli adulti (+ 4% vs 2021) e il 31% tra i giovani (+ 15% vs 2021) ritengono che la scarsità d’acqua sia un problema attuale e normale, mentre i dati per coloro che ritengono che la disponibilità di acqua non sia un problema attuale stanno lentamente diminuendo (7% entro il 2022 vs 9% entro il 2021) o essendo l’unico problema in particolare. luoghi e stagioni (68% entro il 2022 vs 70% entro il 2021).

Anche quest’anno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, Finish, in collaborazione con Ipsos, ha sviluppato uno studio sulla pratica, l’uso, la protezione e lo smaltimento dell’acqua in Italia. L’indagine è stata condotta a gennaio 2022 su un campione rappresentativo di oltre 1.000 intervistati.

La popolazione giovanile, secondo una ricerca, vede una diminuzione del 20% rispetto allo scorso anno tra coloro che considerano la scarsità d’acqua un problema locale e temporale (53% entro il 2022 vs 73% entro il 2021). Infine, gli italiani restano stabili secondo le previsioni del World Resource Institute, secondo cui l’Italia sarà in uno stato di alta pressione dell’acqua entro il 2040, con il 76% degli italiani intervistati che lo ritiene vero. Al riguardo resta allarmante la percezione del 17% dei giovani, secondo queste previsioni fatte solo per diffondere la paura tra la popolazione (dal momento che è scesa al 12% nella popolazione adulta).

Le caratteristiche più interessanti provengono dalla ricerca Ipsos per Finish sempre in relazione alle idee di utilizzo in relazione alla fonte d’acqua. Gli italiani, inoltre, sono tra i più colpiti in Europa, con un consumo medio di 220 litri al giorno (fonte Istat), contro la media europea di 165 litri (fonte ‘Gestione delle risorse idriche e valutazione della qualità dell’acqua nel bacino del Mediterraneo’) . A questo proposito, gli italiani mostrano pochissime conoscenze: solo 1 su 2 ha effettivamente un utilizzo elevato rispetto ad altri paesi europei, e il numero fortunatamente cresce costantemente negli anni (dal 48% del 2019 al 54% del 2022). Interessante anche la crescente consapevolezza al riguardo da parte dei giovani, con +8% rispetto al 2021 (54% nel 2022 vs 46% nel 2021). Ad aumentare l’analisi del consumo medio per nucleo familiare, la foto non è certo delle migliori: tenendo conto della dimensione media delle famiglie italiane di 2,3 persone per nucleo, il consumo medio giornaliero in Italia è di circa 500 litri, e questo dato è solo visibile. circa il 3% degli adulti italiani (9% nel caso dei giovani). Più del 68% è sicuro che il consumo medio giornaliero per famiglia sia inferiore a 100 litri.

In termini di consumi, l’acqua è ancora la più controllata italiana, con un andamento coerente con gli anni precedenti. Infatti, mentre il 40% degli intervistati ha indicato di monitorare regolarmente il consumo di elettricità e il 38% di gas, in media il 32% è preoccupato per il consumo di acqua.

D’altra parte, la buona notizia viene dalla speranza e dalle intenzioni italiane in merito alla gestione delle risorse umane. Sebbene solo una minoranza degli intervistati (22%) sappia cos’è il PNR e sia fiduciosa nella corretta allocazione dei fondi stimati, il 43% ritiene che le risorse dovrebbero essere utilizzate per un uso efficiente delle risorse idriche. ., seconda solo agli investimenti e alla ricerca nelle energie rinnovabili (57%).