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Segni di pace, stasera nella mia mente


di Giulia Anzani

Dai una possibilità alle scuse“Diamogli una possibilità, canta John Lennon mentre entro Bibliothé Art Gallery, dal 2001 luogo di ritrovo di vari artisti. All’ingresso c’è una statua che ho trovato in seguito chiamata Vita e sfondofatto da Enzo BarchiL’art director la sera parteciperò.

L’altra parete è completamente ricoperta da una ricchissima libreria, sul soffitto c’è un bel dipinto azzurro, e sedie di legno disposte su due file sono già occupate dagli ospiti, compresi i poeti e il pubblico.

Giovanni Lauricellaseduto dietro un grande tavolo di legno, inizia a spiegare cosa stiamo cercando: sequenze video, poesie, manifestazioni in nome della pace.

Un’idea, ora, che sembra lontana da noi. Sembra sciogliersi come acqua sulle nostre dita. E l’acqua è il primo personaggio nel video proiettato.

Con foto di Lauricella e foto di Dino IgnaniE la vita continua: le posizioni“È un cortometraggio con poco significato. Fiumi e località sono un’illustrazione perfetta delle nostre vite, prima di tutto, a causa dell’incrocio delle nostre storie.

Torna l’acqua delle dighe, torna con un disastro“Dice il monologo, interpretato dal personaggio principale Francesca Perti nei primi 6 post, e da Alessandra Vanzi alla fine. Ecco il fatto: l’acqua non si ferma mai davanti a nessun ostacolo. Se sembra ferma è perché cerca un piccolo foro infinito attraverso il quale gocciolare a goccia, fino a diventare una cascata.

Siamo qui per esprimere la nostra sete di pace, bontà, bontà“Me l’ha detto il poeta dell’isola di Lipari prima della prova Davide Cortese. Sarà il primo a leggere la sua poesia al pubblico: “chiedo ora”, Una canzone pacata che può soffrire per ogni cosa buona del mondo. “Ora chiedo di assomigliare un po’ al cielo, che abbraccia il volo dei falchi e delle mosche e custodisce il segreto della farfalla millenaria.”, legge diligentemente.


Lui segue Michele De Luca con lui “Preghiera“. Con voce allegra, dice:”L’appello della maggioranza ci bacia senza essere scoperti, correndo come un cavallo impazzito. Non la troviamo, non la vogliamo, non si può condividere, questa parola lenta è nostra: scusate”. Raffaella Lanzetta nel suo libro di poesie”Aspetto rossastro“Sta leggendo una poesia di cui parla oggi.”poesia digitale, battaglie sul portale”.


In chiusura, prima di riascoltare Dai una possibilità alle scuse ora è una dolce canzone di stasera, che sale sul palco Pilastro di Castel e vari giochi di pace, che iniziano ormai quarant’anni fa. A quel tempo lui, come altri poeti e poeti, credeva di poter fare poesie per trasmettere il tema della pace, spiega. Oggi si rendono conto di non essere ascoltati. In una famosa poesia del 6 agosto 1945, Hiroshima scrive: “E poi hanno gridato: guerra? Mai più!”.


Il gioco coinvolge gli spettatori, con Castel che ripete quattro personaggi uno alla volta e forma un nome con loro, il personaggio principale dell’evento: “chiaramente”velocità“Ti chiede di ripeterlo tutti insieme, di gridarlo, di ricordarlo.

Perché, come l’acqua nel video di apertura, ha le sue lezioni e le sue ripetizioni, così come la storia della società. E nel corso della storia si torna sempre al luogo originario, dimenticando cosa succede quando la pace viene messa da parte.


Dopo la pioggia arriva un cielo sereno,

l’oscurità brilla nel cielo.

è come uno stendardo di bandiera

e il sole tramontò, e ci fu una festa.

È bello alzare lo sguardo

le sue bandiere rosse e verdi.

Ma vedi – questo è brutto –

solo dopo la tempesta.

Non sarebbe basso

la tempesta non lo fa affatto?

Un arcobaleno senza nuvole,

questa sarà una festa

Doveva essere un festival mondiale

fare la pace prima della guerra”.

Gianni Rodari, Dopo la pioggialetto da Michele De Luca

Segni di pace, Dai una possibilità alla pace, una serata con video, poesie e musica (Agenzia Radicale)