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Spezia-Venezia 1-0: Gyasi al 94′ avvicina i liguri alla salvezza

Peak Peak rompe l’equilibrio e cambia il rapporto di gioco. io eVenezia si infortuna sul fondo della mano per un minuto, con un recupero completo: entra Caldara, invece di spazzare, servendo Manaj. La ripresa in diagonale è nutriente, l’immersione in Maenpaa è facile e reattiva. Ops! Haps prende palla da lui e dubita che nel secondo secolo Gyasi debba fare a pezzi la palla e il gioco, sotto la curva dello storico Treno.

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Tutto in un fotogramma

La fine è per coloro che vanno a prenderlo. Una partita di capitale importanza, ribaltamento di livelli, tutto nella cornice finale, quando sembra finita, quando 90 minuti significano solo una cosa. Nessun signore. io Spezie ha avuto due dei tre effetti benefici su di lui, che probabilmente gli hanno dato un killer freddo in un istante. L’economia razziale scherza sul fatto che Venezia, anche per la sua recente cultura positiva, stia facendo di più. L’oggetto, però, non rompe il risultato da 0 a 0, fino all’ultimo autolesionismo. Per le lagune, che restano penultime, si tratta del quinto annientamento consecutivo, con i liguri che raggiungono il +10 in zona di pericolo.

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La palla brucia subito

Con un picco venduto, il gioco finisce rapidamente. Sì, se la palla brucia a sei metri di campo viene immediatamente riconosciuta. E la mania, l’ansia da prestazione, si conclude con il raffreddamento della bruciatura degli ultimi metri, dove bisogna prendere i pali. Il primo, come marchio, è La Spezia. Ma i cavalli leggeri, su tutti Caldara e capitan Ceccaroni, sono stati tirati da Bastoni che compie una traiettoria insolita ma seduto su una traversa alta (7′), descrivendolo proprio al tavolino. Questa è anche una parte comune del copione spezzino, discendente: Venezia, che in questi tratti è vaso indigeribile, riprende, geometrie e ritmi sembrano pensati per facilitare la fuga di Johnsen e Okereke, che spesso alternano i ruoli. Vacca costruisce molto dal basso, lanciando un salto in mezzo al campo gratificando il norvegese che cerca Aram sul tallone, una buona idea, ma la palla esce molto tempo, davanti a Provedel, e siamo a 15′ . Sette minuti dopo era ancora un duetto veneziano, a quel punto collaboravano Okereke-Aramis, un incrocio dello spirito inconfondibile di Johnsen. Con Vacca che si libera regolarmente e volontariamente, Haps ed Ebuhei si alzano e Venezia gira 3-5-2 interrompendo la costruzione dello Spezia. Agudelo è circondato da Ampadu, Maggiore tiene in fila le passere.

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Bastoni in Maenpaa, Aram in una traversa

E così, come detto, c’è voglia di fare ciò che inquina le idee. Anche lo Spezia si è presentato al 35′ con la migliore occasione bianconera, quando Baston è stato lanciato a campo aperto in area, asciutto, basso, medio, Maenpaa furbo a lanciarsi da giocatore in movimento, cioè di piede, così ha va. Risposta veneta al 37′: Gyasi agguanta Caldara in una stima offensiva e Arama conta i passaggi ma stampa il tiro sulla traversa. In poco tempo, l’ultimo anello di Maggiore fu imbarazzato a Maenpaa. È meglio che il Capitano calcia il pallone dalla sua parte di Bastoni.

Zanetti è stato punito

Zanetti – non qualificato – segue dietro la finestra con il ds Collauto con vento forte, lo Spezia prova a partire forte anche nella ripresa, ma d’altra parte Agudelo non riesce a eguagliare la velocità delle gambe nel pensiero, Gyasi scappa via. in tondo in quello che ormai è abituato ad essere il centro centro. In campo offensivo il Venezia è quasi impressionante con tanta azione ma un tiro dal limite si conta e un minuto dopo Ebuhei utilizzato da Okereke porta a terra Provedel, con un corner da piccolissimo da segnare.

Una partita senza re

Un altro tiro di Aram dal confine viene calciato da Nikolau in angolo, ma il gioco non ha padrone. Motta ha visto abbastanza. Al 57′ chiama Kovalenko, giocatore del programma, a Verde, perché il leader dello Spezia possa accendere la luce. Nuova occasione da lontano da Venezia (Cuisance) che risponde all’azione militare con Cernigoj e Nsame di Vacca e Johnsen. Aram si ritrova a Nsame e posiziona una croce bassa sullo specchio ed esce. La richiesta costringe il Venezia a cercare le partite, ma le posizioni ei tempi sono molto rari: la Siria tira fuori Provedel dal confine.

Un finale disturbato e disturbato

La Spezia sembra essere il più spettatore, Motta lo vede e introduce nuovi poteri: Ferrer e Manaj, ad Agudelo e Reca. L’intervento ravvicinato di Gyasi atteso da Haps viene ignorato da Doveri, con tatto, perché l’esterno del porto è un po’ sbilanciato e si lancia come uno Scspirian. Il finale avvincente apre la piaga sul volto di Cuisance (che esce dalla stanza di Kine), si apre la classica fase in cui il gioco si incrina, cioè non si gioca più. Manaj e Ampadu si guardano come due cervi, il che fa arrabbiare Doveri, Nicolau e Aram si scontrano accidentalmente e finiscono a terra, più brocca che botte. Ceccaroni comanda un colpo di testa vicino alla linea, ma dopo aver messo la palla in mezzo, Nani cattura Aram, e Baston lo accoglie…

La svolta finale

Questi sono gli ultimi argomenti rotti (che significa Oro) e che Manaj aspetta Caldara e calcia Maenpaa con Cerngoj che tira su il confine. Sala scopre Bastoni, nell’odore del meglio del campo e dell’Ampadu: due incontri, non solo qualcosa che accade… Il titolo sembra scritto: tanto rumore per qualsiasi cosa. Il piede di Gyasi, invece, probabilmente registra la storia del campionato.

Spezia-Venezia 1-0 (0-0)
Spezie (4-3-3): Provvedel; Amian, Erlic, Nikolaou, Reca (22′ st Ferrer); Maggiore, Kiwior, Bastoni (45’st Sala); Kovalenko (11′ st Verde), Gyasi, Agudelo (22′ st Manaj). (1 Zoet, 40 Zovko, 15 Hristov, 18 Nzola, 19 Colley, 22 Antiste, 39 Nguiamba, 77 Bertola). Pastore: T. Motta.
eVenezia (4-3-3): Menpaa; Ebuehi, Caldara, Ceccaroni, Haps; Cuisance (27′ st Kiyine), Vacca (14′ st Crnigoj), Ampadu; Aram (37′ st Nani), Okereke, Johnsen (14′ st Nsame). (34 Bertinato, 8 Tessmann, 11 Sigurdsson, 13 Modolo, 16 Fiordilino, 27 Busio, 30 Svoboda, 37 Mateju). Tutti: Zanetti.
L’arbitro: Opere romane.
Rete: a st 49′ Gyasi.
Angoli: 5-2 lo Spezia.
Recupero: nessuno e 4′.
gli Ammoniti: Major, Manaj e Okereke per gioco scorretto, Gyasi per essersi tolto la maglia.
Nota: Circa 8mila spettatori.