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STIPENDIO PERSONALE / Una soluzione degli anni ’50 che può aiutare il governo attraverso i sindacati

Mentre i sindacati sono ancora ostinati reddito da pensione e insoddisfatto delle linee guida pubblicate dal ministro del Lavoro (in realtà una strana pratica), giovedì il governo li ha convocati. Fonti di Palazzo Chigi raccontano che Mario Draghi teme una campagna di richiesta salariale a causa dell’aumento dei prezzi. Ciò avrà l’effetto di consolidare e rivalutare il tasso di inflazione che l’economia del Paese non può permettersi.

Il governo non sarebbe venuto a mani vuote per convincere i sindacati ad accettare una politica delle entrate. L’azienda è in forma, ma è molto difficile perché l’indice IPCA misura l’aumento del valore della vita netto dei prezzi dei prodotti energetici, ed è qui che sorge il problema. Draghi pensa di poter guadagnare tempo e finanziamenti per famiglie e imprese, mentre il governo sarà disposto a dare ai sindacati un aumento delle tasse sulla previdenza sociale a un’aliquota molto più bassa, più che mai. Circola anche la voce che Draghi sia determinato a giocarsi una carta importante: questa istituzione lo stipendio più basso legale.

È in corso di revisione alla Manica il disegno di legge che sosterrà il provvedimento di attuazione dell’articolo 36 della Costituzione che sancisce il diritto al lavoro La retribuzione è commisurata all’entità e alla qualità del suo lavoro e comunque è sufficiente a garantire a lui e alla sua famiglia una presenza libera e dignitosa. I sindacati non hanno ancora messo gli occhi su questo tema: il loro obiettivo resta quello di utilizzare erga omnes nei contratti che hanno firmato per contrastare il proliferare dei cosiddetti contratti pirata. Ma l’approccio per raggiungere questo obiettivo è quello del diritto rappresentativo: un lavoro che rifletta la difficoltà percepita.

A giudizio dell’autore della legge di rappresentanza, essa potrebbe essere violenta nel sistema dei rapporti d’affari così come è stato stabilito dal dopoguerra ai giorni nostri, escluso l’art. 39 Cost.. L’attuale sistema si basa sui principi di comprensione, indipendenza e libertà contrattuale. C’è una grande differenza, ad esempio, tra il Corporate Law Act (l’atto del contratto indipendente all’interno del sistema) e l’emanazione della legislazione. L’esperienza maturata e il processo di squadra dovrebbero portarci a salvaguardare un sistema di relazioni commerciali efficace ed efficiente, assicurandone il controllo sulle aree che sono diventate protagoniste di tale sistema.

Potrebbe esserci una possibile soluzione – seppur temporanea con particolarità – per aumentare erga omnes non solo per un piccolo stipendio ma anche per condizioni amministrative altrettanto esigue. Alla fine degli anni Cinquanta si manifestò l’esaurimento del vecchio modello di negoziazione e l’apertura della gioventù. L’applicazione degli obblighi contrattuali – condivisi maggiormente dai sindacati – ha portato i legislatori – che non hanno recepito le disposizioni dell’articolo 39 della Costituzione – a individuare un altro strumento giuridico per il raggiungimento del medesimo obiettivo. Con la legge n. 741 del 1959 (cd Legge Vigorelli) il Parlamento aveva autorizzato il Governo a emanare un elenco di regolamenti contenenti una garanzia di “minimo trattamento economico e amministrativo” in ciascuna categoria, secondo le singole disposizioni nell’ambito degli Accordi vigenti quando i delegati sono diventati operativi. Il risultato è stato un misto di diritto delle minoranze e alla base dell’erga omnes l’allargamento dei contratti collettivi, attraverso la loro “trasformazione” del diritto: tutto questo, salvo le modalità e le procedure previste dalla Costituzione.

Proprio per questi motivi l’intervento è stato ritenuto accettabile dal Comune per il suo carattere provvisorio, provvisorio e inusuale. La Corte Costituzionale, invece, ha ribaltato la successiva estensione del progetto originario, ritenendola contraria alla natura temporanea e temporanea del processo di proroga congiunta, contraria ai termini della convenzione.Articolo 39. In realtà, però, la lezione sembrava molto chiara: la maggior parte del lavoro contrattuale svolto fino a quel momento era così rigoroso da poter essere trasferito per blocco a un organo legislativo. Fu una sorta di costruzione di contratti a canto d’anatra così immersa nei contratti aziendali, che negli anni che seguirono dopo il livello di trattative congiunte ricevette una forte accelerazione.

Il concetto di legge era chiaro nel primo articolo: “Il governo ha il compito di emanare quadri statutari, legislativi e regolamentari, per garantire il controllo economico e amministrativo minimo obbligatorio di tutti i membri della stessa classe. Nell’emanazione dei regolamenti, lo Stato deve attenersi a tutte le disposizioni dei contratti economici e dei contratti collettivi, ivi compresi i contratti collettivi, definiti dalle organizzazioni sindacali prima della data di entrata in vigore”.

Chiaramente, il lavoro deve essere aggiornato sulle attuali esigenze, che potrebbero incidere sulla selezione dei contratti in essere, dando al Governo il potere di indagare che comporterebbe l’esclusione dei contratti pirata a livello legale (una tantum, ovviamente. ). Mentre i contratti eseguiti nei termini stabiliti lavoreranno per stabilire nuovamente una base inferiore dal punto di vista della gestione.

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