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Studio inaspettato

Jason Segel, Jesse Plemons e Lily Collins sono i protagonisti di questa affascinante stanza, una “stanza” divertente e umoristica che andrà in onda il 18 marzo su Netflix. Uno studio di Federico Gironi.

Ammetto di avere un debole Jason Segel. Specialmente in Segel del pagliaccioo cosa fa David Foster Wallace in un Fine del turismoo mio zio gli lanciava pietre Il paradiso è ovunque. Non solo un gioco divertente, quindi.
E ho un debole Jesse Plemonsqualche cosa Philip Seymour Hoffman che questi tempi in cui viviamo possiamo raggiungere (e anzi, da SignorePlemons era figlio di Hoffman).
La sua Lily Collins Non ho idee, buone o cattive, e posso solo dire che mi piacciono alcune canzoni di suo padre, ma insomma basta la presenza di questi due collaboratori per suscitare il mio interesse. Il vento.
Un altro motivo di interesse è che la storia del film è nata in uno studio scritto, con il regista Charlie McDowell (certo, ma non tanto, marito di Lily Collinscosì ha fatto il figlio di Malcom Kwe Arancio Meccanico), dallo stesso Segel e da quello Giustino Laderscritto anche da Andrea Kevin Walkerche poi scrisse insieme Spettacoli.
Viaggiatoreagli estranei, ecco cosa scrive Settee alcuni altri argomenti tra cui questo assonnato Hollow Kwe Burton e il Uomo lupo insieme a Benicio, il toro.

Il vento non neo-noir. E non è sorprendente.
Sei molto interessante – e molto solare – thriller da cameradi stanza in luogo e ritmi, con vene momenti comici, un po’ più cupi e scettici. Con un elenco completo di questioni legate al secondo rapporto con l’economia attuale che lo fa sembrare fantastico dramma mentale.
La storia è molto semplice: un ladro (Segel), non particolarmente bello, entra in una villa (molto carina, devo dire) una villa nella zona di Ojai, nel sud della California, con un miliardario della tecnologia; è lì per partire quando, inaspettatamente, arriva il capofamiglia (Plemons) con la moglie (Collins).
Il ladro cerca di scappare inosservato, ma il piano fallisce e viene ripreso dalla telecamera, quindi è costretto a prendere moglie e marito. E, in tutta la serie di questioni, non solo un fondo pieno di dollari in cui il Ladro può ricostruire la sua vita altrove, i tre dovranno trascorrere due giorni insieme, dove lo stress sarà lì e, all’inizio. da vedere, non lo era.

Il fatto è Maritoriflessa nei crediti come “CEO”, in questo film dove nessuno, a parte l’aiutante e moglie dello Sposo, ha un nomeera un uomo orgoglioso, arrogante e spietato.
Il fatto è La mogliein questo film, resiste con una pazienza sempre più piccola, anche in una situazione, un matrimonio in cui sì, i suoi soldi le hanno permesso questo e, ma anche dove decide e si adatta.
Il fatto è Ladroche i titoli di coda chiamano “Nessuno”, in questo film, non è un ladro addestrato, ed è anche un brav’uomo, e sebbene neghi, o elabori, o provi a fare, capiamo benissimo fin dall’inizio che uno di tanti posti di lavoro persi a causa dell’algoritmo che fa di un marito un miliardario, trasformando il mondo del lavoro.
Il fatto è che se uno dei triangoli di questo triangolo, lo Sposo, rimane fisso sulla sua identità e posizione psicologica, gli altri due, la Moglie e il Ladro, viaggiano insieme. geometria flessibilesi avvicina sempre di più l’una all’altra, e anche la Moglie si avvicina a sua volta allo Sposo.

Il gioco a sezioni (e il presunto assassinio) da quest’area non raggiungerà i piani e la profondità e la malvagità del mondo. Yasmina Reza (chiarezza e semplicità: da cui è tratto Polanski Distruzione) ma ha caratteristiche interessanti.
Pur apprezzando la rara quantità di messa in scena di McDowelle nella sceneggiatura se ci sono oggetti reali di interesse nel film, che sta cambiando posizione in modo inaspettato, ma interessante. Lo stress, come detto, è socio-economico, da un lato, e le relazioni dall’altro, ed è chiaro – senza dare una motivazione – che queste sono in definitiva fondamentali. Il vento. I problemi relazionali sono visti non solo dal punto di vista delle donne, ma anche dal punto di vista delle donne.
Dopo di che, Il vento non conduce mai, infatti, a un vero dramma psicologico, non mette mai il dito sulla ferita, e la tiene sempre deliberatamente in superficie, sempre con connotazioni umoristiche: e le lame del suo male, reale o immaginario, infliggono più ferite .
Di tanto in tanto si verificano anche una serie di atti violenti e cruenti, che sono molto efficaci nel promuovere la storia poiché è tenuta d’occhio dallo spettatore nel film.
ma lo spettatore, infatti, nel film ci sono degli attori, in Segel al Plemonisoprattutto, per non essere affatto da meno, e l’ho fatto.
E c’è una casa. Quella casa è bellissima.