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Tabarelli (Nomisma Energia): «Siamo scioccati. Mangia con leggerezza e impara a non sprecare”

David Tabarelli, presidente di Nomisma Energia

Emilia-Romagna al test del gas. David Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, sta cercando di creare un clima per il divieto dell’Unione Europea all’importazione di gas dalla Russia. Un professore a contratto della Facoltà di Ingegneria di Bologna e del Politecnico, afferma che la nostra regione ha il potere economico e politico per creare il caos nel governo. accelerare la produzione nazionale di gas metano, la capacità di stoccaggio e le risorse rinnovabili.


David Tabarelli
David Tabarelli

L’embargo russo sul gas è un’ipotesi pratica?
“Al momento siamo negli annunci. Ma se lavoriamo in tutti gli Stati membri, la soluzione del Parlamento europeo è sicuramente un’opzione percorribile”.

Quali saranno le conseguenze per l’Emilia-Romagna?
“Il primo risultato, per quasi tutta l’Europa, sarà una politica di misura: 29 miliardi di metri cubi di gas italiano prodotto dalla Russia non potranno essere sostituiti in pochi mesi”.

Nel mare Adriatico sono presenti importanti giacimenti di metano. Se i nuovi scavi fossero approvati, quale contributo darebbero alla riduzione della dipendenza dalla Russia?
“Innanzitutto vanno superate le differenze tra opposizione e opposizione. Ha anche illuminato Pitesai, un piano per la trasformazione sostenibile dei luoghi giusti che dovrebbe fornire regole di pianificazione ma invece un mostro che abbassa le politiche energetiche. I giacimenti di gas inutilizzati sulle nostre coste sono un vero peccato. Negli ultimi anni si è arrivati ​​ad un periodo di bassa produttività e solo nel ravennate si sono persi 3.000 lavoratori. Purtroppo, anche se domani inizieremo a pompare gas naturale, l’Emilia-Romagna potrà garantire che non più di 0,2 miliardi di metri cubi, che non bastano per affrontare il prossimo inverno».

Ci vogliono anni per elaborare la produzione. Cosa fare?
“I prezzi sono aumentati da mesi e siamo scioccati. Ce lo dicono i casi recenti. Poi c’è solo una cosa che puoi fare: usa meno. Ridurre la domanda di volumi di impianti energetici e imprese energivore: petrolchimico di Ferrara, centrali termoelettriche di Piacenza e Ravenna, cementifici e industrie ceramiche. Il livello del gas porterà sicuramente anche più elettricità”.

C’è il rischio di ricominciare a pensare in termini di codici Ateco e di distinguere tra aziende importanti e insignificanti?
“È complicato. Ci sono aziende che si possono costituire, ma in Emilia ce ne sono pochissime».

Citando il Premier Draghi, pace o condizionatori?
«Tutto è utile. Se l’embargo russo sul gas sta arrivando, dovrai spegnere (o spegnere) i condizionatori d’aria e i riscaldatori. Non vediamo l’ora che arrivi l’estate, ma anche in estate abbiamo bisogno di gas per fare stoccaggio in inverno il doppio della domanda».

Che ruolo può avere l’Emilia nella crisi?
«Dovrà cercare di spingere la produzione nazionale, investire per aumentare il risparmio e accelerare il cambiamento delle risorse rinnovabili, a cominciare dal fotovoltaico. Nel frattempo, anche se la domanda di energia non è diminuita, per avere successo nel tempo, la Regione dovrà dare l’esempio: puntare su una maggiore consapevolezza dei cittadini e invitarli a risparmiare e ridurre i consumi. Impareremo a non sprecare».

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10 aprile 2022 (modifica 10 aprile 2022 | 13:47)

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