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Tasse, che fine ha fatto il governo con il numero di Salvini? Dalla rottura al compromesso: 3 ipotesi

Cosa c’è a rischio dopo una controversia catastale? Davvero la maggioranza delle persone che sostengono il governo Draghi finisce e l’uscita dell’Unione di Matteo Salvini dal governo è vicino? Agli osservatori piace leggere gli eventi dividendo l’ambientazione della trama in tecniche a breve termine. La variazione per questi ultimi è legata alle prossime elezioni per le amministrazioni locali che si terranno a fine giugno. Il centrodestra è stato diviso in diverse aree, in particolare la Sicilia, con una devastante pestilenza a Roma, Napoli e Torino che nel tardo autunno ha bruciato, e così è stata immediatamente sventolata la bandiera “Niente aumento delle tasse” per dare inizio alla manifestazione. i tuoi elettori

Catasto, Affitti e Fideiussioni, Draghi: “Le tasse non aumenteranno”. Numeri Lega e FI per i corrieri

STRATEGIA, ORORAN E FRANCIA

Ma il conflitto sugli emissari si ripropone a un ritmo più lento che a livello professionale. Il centrodestra si chiede cosa abbia portato all’apparente successo del dominante Orban in Ungheria e all’enorme crescita nel sondaggio francese di Marine Le Pen, alleata europea di Salvini, che oggi si scontra con il presidente uscente Macron. . In Francia si voterà al primo turno domenica prossima. Quindi la domanda è: è giusto che la Lega continui a sostenere il governo Draghi o è meglio mettere le mani libere nelle politiche 2023? E ancora: da anni buona parte della politica italiana ha stretto un buon rapporto con Putin, a cominciare dalla Lega, convinta che prima che si facessero sacrifici per le famiglie riducendo la disponibilità di gas russo, questo rapporto no. Ampio sostegno agli elettori italiani?

È troppo tardi per noi per rispondere completamente a queste domande. Evidentemente Palazzo Chigi non crede all’imminente catastrofe che potrebbe mettere fine a qualsiasi fiducia italiana mentre i bombardieri si nascondono da due ore di aereo da Roma. Non solo, le riforme fiscali contribuiscono al “raggiungimento degli obiettivi generali del PNR”, come enunciato alle pagine 35 e 36 del Piano e sono quindi uno degli obiettivi che il governo si è prefissato per realizzare gli scambi. miliardi di miliardi di precipitazioni garantite da Bruxelles. Non sarebbe nemmeno nell’interesse dell’Italia indebolire il PNR.

TRE DISCEPOLI

Cosa accadrà alla riforma fiscale? A livello di competenza parlamentare, ci sono tre strade: mettere speranza; inviare il testo in vigore alla classe il 19 aprile; annullare l’aggiornamento. La prima opzione consentirebbe la nascita di una nuova maggioranza basata unicamente sull’integrazione tra Pd e 5Stelle. La seconda stabilirà ufficialmente l’incapacità del governo di riformare Draghi stesso che ha pensato a un piano sin dal suo discorso inaugurale. Il terzo comporterà la ridefinizione dei contratti nella maggior parte di quelli attuali.

CONTATTARE LA DATA O LASCIARE

L’ultima ipotesi è attualmente solo una teoria. Ma nel problema precedente, quello delle spese militari sollevate da 5Stelle, finalmente è arrivata una soluzione che accontenta tutti. È probabile che la stessa cosa accada alla riforma fiscale con un certo espediente che permette al centrodestra di presentarsi come i protettori dei contribuenti e al governo di portare avanti la riforma. Lunedì 11 aprile Draghi dovrebbe vedere la dirigenza di Salvini e Forza Italia. In quel momento vedremo la qualità del lavoro che gli sherpa faranno nel fine settimana per raggiungere un accordo o demolirlo definitivamente.

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