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Thomas Mann: resoconto recente

L’apparizione nel mercato editoriale di Thomas Mann del testo inedito è una notizia interessante tra gli appassionati del grande scrittore tedesco e tra gli esperti del settore – ma, a ben guardare, c’è molto di più: uno sguardo dentro. Lo studio rivela infatti un atteggiamento più tradizionale, più appropriato a un test di curiosità letteraria rispetto a un’opera che, per quanto piccola, si rivolge a un pubblico più ampio di un ristretto gruppo di studiosi.

E, ancora, potrebbe essere un altro modo? Nell’era delle idee che spesso non durano più di pochi minuti, portate com’è dalle onde algoritmiche dell’ecosistema mediatico ipercongestionato, poche parole possono sembrare superate piuttosto che profonde, la fiducia in se stessi e lo stile basso è una delle i nostri preferiti. Lubecca.

È ancora più sorprendente constatare la sua apparente sicurezza, data la complessità della situazione Rapporto di Parigi (Traduzione di Marco Federici Solari al direttore de L’orma, 2021) vede la luce: nel 1926 Thomas Mann era nel pieno di un processo di riforma della sua carica politica ed estetica, descritto negli anni delle polemiche del dopoguerra Considerazioni politiche – un importante evento di risposta e di idee antiche che furono essenziali al nazionalismo tedesco del primo Novecento; Affrontare il mondo intellettuale di Parigi, magnificamente documentato da questo diario conservato durante una breve visita nella capitale francese, sotto le spoglie di una prosa mondiale brillante, bella e insensata, riporta un’immagine di difficoltà alla Germania del XX secolo. ha affrontato la questione del cambiamento democratico, dopo il periodo di declino successivo alla catastrofica prima guerra mondiale.

Tuttavia, le comuni elucubrazioni interne della forma diario, ei resoconti più attendibili delle discussioni sul conflitto tra Cultura e Cultura che, secondo Mann, segnò il punto di incommensurabili divisioni tra il suo paese e le nazioni occidentali che ne emersero vittoriose. dal conflitto, sembra logico, ai nostri occhi, dal momento che la storia è ormai morta e sepolta: la questione di una corretta armonia politica tra le nazioni europee trova davvero, oggi, la sua ulteriore escalation nelle controversie sulla tutela di quella. la libertà che Mann, all’inizio del 1926, individuò come una possibile idea di futuro, che nelle cause del conflitto culturale tra la psiche amorosa tedesca da un lato e l’antico concetto francese di Matrix of Light sul Altro. , che la catastrofica distruzione della seconda guerra mondiale sembra essersi placata.

La condizione è necessaria: all’ombra del dubbio sul risorgere di influenze autodistruttive, nascoste sotto il brevetto democratico della mente della nostra epoca, dunque, Rapporto di Parigi trovare più cartucce di scarto nell’era attuale in cui il trionfo della lotta di liberazione sembra peggiorare; Incartando il testo infatti è possibile ottenere buoni voti per fare punti negli anni ’20 del 21° secolo, così come, in quelli del secolo scorso, ha raggiunto il suo obiettivo quando ha colto, con impressionante chiarezza, tutto. i segni della modernità che si avvicina ei segni dei massacri sono ancora più terrificanti di quelli recenti.

Oltre ai tentativi di Mann di guidare Nietzsche per mano, per così dire, a Parigi, ciò che qui ci interessa è un avvertimento – ancora, rispetto alle sentite suppliche degli anni dell’espulsione americana – sull’emergere di una cultura del diniego . ha varcato i confini e sembrava voler spingere le anime nel profondo con gli occhi chiusi nelle profondità del mito per minare i valori ideologici e intellettuali a cui l’Europa era orgogliosa di aver costruito la propria civiltà.

In particolare, è stupefacente la validità dell’espressione del regressus ad uterum del mondo culturale tedesco dell’epoca – come dimostra la reinterpretazione della teoria di Nietzsche utilizzando la radiazione di Bachofen attraverso la mediazione di Baumler, ma anche nella dottrina, allora, ora. cicli storici di Spengler (vedi “Dottrina di Spengler” in Spiritualità e altri saggi, Mondadori 2015) – a partire da un resoconto serale in un teatro dove Mann andò a recitare una commedia, la storia di un ingegnere elettricista socialista divenuto educatore morale fu segnata dal contatto con gli ambienti reali, che considerava uno stratagemma per rovesciare la Terza Repubblica. Nelle risposte umoristiche degli spettatori, Mann scopre un accenno di insoddisfazione che è caduto in tutta l’Europa del dopoguerra e che si è riflesso nella sfiducia politica e nei suoi modi sempre presenti di scetticismo e delusione, nel contare le critiche critiche. una copertura per la loro ipocrisia e buona condotta.

Un tale atteggiamento, unito alla crescita del nazionalismo e alla tendenza a ostentare le proporzioni assurde del mito dei rappresentanti del romanticismo annacquato e purificato dal moralismo borghese e dallo spirito mercantilista alla fine del diciannovesimo secolo, fu un carburante per la retorica. regimi totalitari la cui piena autonomia, nel decennio successivo, ha trascinato l’Europa alla rovina.

Inoltre, la trasformazione dei valori umani al di là del rispetto, unita alla mitologia, in vero cambiamento, la legge Mann a proposito dell’unificazione della Russia e della migrazione Parigi-Parigi: nel modo più spietato, Mann detiene il marchio inconfondibile delle vittime. l’incidente; allo stesso tempo, in commemorazione del terribile sacrificio della vita umana, la civiltà dei poveri che ha cercato di preservare gli interessi economici della Grande Guerra, si impegna in una rigorosa osservazione del ruolo orribile della Dichiarazione come classe della storia, sia politico e le sue buone o cattive intenzioni.

Sotto il segno dell’infedeltà che è stato rilasciato dalla schiacciante evidenza del suo apprezzamento per i suoi alleati francesi, rimane un incontro con la Russia in esilio: Ivan Bunin, autore molto rispettato. Un uomo di San Francisco – risvegliare in Mann un senso di unità dall’idea sottile del futuro comune che immaginava negli anni a venire, quando anche lui si sarebbe ritrovato a “gettare sui suoi piedi la polvere della terra e mangiare il pane d’Occidente “; Al suo ritorno in Germania, Thomas Mann non avrebbe potuto trovare la situazione così evidente a Gershom Scholem che, durante la sua visita a Berlino nel 1932, pochi mesi prima che Hitler prendesse il potere, si recò a teatro per vedereTre centesimi per l’opera di Brecht e si rese conto che la Germania era ormai condannata, come dimostra la vista del suo pubblico d’élite che batteva le mani in applauso per un gioco che li “trascinava nel fango” (Gershom Scholem, Walter Benjamin – storia di amiciziaAdelphi 2008) – ma ci sarebbe sfuggito un po’.

Nelle sue anticipazioni del possibile futuro abbiamo il senso della verità di questo Rapporto di Parigie c’è da meravigliarsi che, di fronte all’epoca presente in cui la perdita della prospettiva storica porta al riso e al riso di qualsiasi cosa, e dove l’incapacità di comprendere i diritti dietro i diritti regni sovrana, mentre la rabbia e il risentimento crescenti portano vita. Le ipotesi fatte da miti mitici e numeri inquietanti di capi spiritici, forse non per evitare di vederlo come un semplice documento storico o come prova di un’incommensurabile punizione della letteratura, ma piuttosto per considerare le questioni più difficili in modo da poter trarre lezioni che si riveleranno utili nel nostro prossimo futuro.

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