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Tratti insoliti di Piergiorgio Bellocchio, uomo di buone maniere che viveva solo

Sapevamo dov’era, a Piacenza, solo un ricordo di Quaderni. La differenza tra non essere una spia ed essere una spia

Piergiorgio Bellocchio aveva sintomi insoliti e nonostante questo viveva da solo. Alfonso Berardinelli una volta scrisse: “Quello che fa Piergiorgio sembra essere un mistero. Ognuno fa o sembra fare qualcosa, molte cose. Si presentano, li espongono, pubblicano libri, scrivono sui giornali, ricevono premi… Piergiorgio è invisibile, invisibile. Ma recentemente anche la domanda sconcertante ‘cosa sta facendo Piergiorgio’ ‘è diventata un ricordo del passato. Non funziona da anni”.

Sapeva dov’era, a Piacenza, se solo ricordava Quaderni, ma aveva detto quanto doveva alla sua città, in una recente e rara intervista: “Niente. Ho deciso di chiamare per modestia i ‘Quaderni Piacentini’, ma hanno venduto più a Rimini che a Piacenza. No niente. Senza rumore”.

Nell’intervista Giammarco Aimi dei Linkiesta ha elogiato Pasolini: “Era un uomo straordinario, capace di lavorare con compassione. Gramsci Ashes è una poesia insolita in un capitolo decisivo della nostra storia… Il miglior Polio è un commentatore e commentatore. La Neoavanguardia lo odiava perché era associato a un mondo di poveri, in secondo piano, come me, ma la corruzione e il degrado culturale dei primi a vederli tutti”. Non lo cito per smentire il suo nome di torturatore, ma poiché Bellocchio ha concluso quella frase considerando la psicologia comune, si è quasi confuso: “Quindi non si scusa per il successo, ma non puoi incolpare nessuno per questo. Tutti se ci danno ragione». Si legge chiaramente, autorizzato dalla prima persona anche se la maggioranza, «Siamo tutti qui».

No, penso. È lo stesso Piergiorgio ad ostacolare questa lettura, quando abbassa il suo nome da picchiatore e nega la sua sottomissione agli altri – “libri non letti” – ed è disposto a scambiarla per sé, per sé e per tutti gli altri. Bellocchio, un personaggio diverso dal non essere una spia. “La famiglia Bellocchio non ha spie. È un atteggiamento strano per me”. È difficile e forse impossibile ora, nel mondo come è oggi, non essere magnaccia per costituzione e incoerenza, o forse per pigrizia e, per evitare la sottomissione, perché “non ci hanno dato ragione”, e con una posizione di primo piano in solennità. vita pubblica. Luca Baranelli, che scrisse una raccolta di dipinti con altri “colleghi e signori”, ha ricordato la frase di Sebastiano Timpanaro, “il quale pensava che Piergiorgio Bellocchio fosse un grande scrittore; . verso la fine, va tenuto come al solito, Pier Paolo Pasolini morì a 53 anni, e Piergiorgio Bellocchio a casa sua, novantenne.

Ho scritto nella prima riga che Piergiorgio aveva dei sintomi insoliti e nonostante questo viveva da solo. Sto scrivendo all’ultimo che ha avuto strani sintomi e di conseguenza è rimasto.