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Tre sono morti sul lavoro nel giro di poche ore: un operaio di 23 anni a Sassari e altri 60 a Cesena, un muratore di 39 anni a Trento.

Il primo è stato schiacciato da un’impalcatura che è stata abbattuta e crollata, vanificando poco lavoro. Il secondo è stato colpito da una frana e il terzo è stato schiacciato da un carico

Victory Friday al lavoro. Sono solo tre oggi, la notte prima della Pasqua. Un operaio di 23 anni è morto in seguito al crollo di una colluttazione a Sorso (Sassari) in un cantiere edile in una zona commerciale. Un piccolo operaio sarebbe stato travolto dal caldo torrido e si sarebbe fermato, forse a causa dei forti venti. Sul posto vigili del fuoco, 118 e Carabinieri della Compagnia di Porto Torres. Un nuovo disastro professionale in un settore come quello delle costruzioni dove si registra un record di infortuni.

Un secondo incidente mortale sul lavoro in Trentino (il secondo dopo la morte di un taglialegna in Val di Fiemmeì ieri mattina) questa mattina a Trento è morto un lavoratore albanese di 39 anni. L’uomo, che sarebbe stato investito da una soffitta durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio, è deceduto in seguito a gravi ferite dopo essere stato ricoverato all’ospedale Santa Chiara.

Il terzo è stato di circa 60 lavoratori che sono morti dopo essere stati investiti da un carico che stavano scaricando da un camion. Si è verificato un incidente sul lavoro presso la sede di Hera a Pievesestina di Cesena. L’uomo, un dipendente dell’azienda di autotrasporti di Avellino, secondo la ricostruzione della polizia, era appena arrivato a destinazione e, poco dopo le 11, stava scaricando dei grossi bidoni della spazzatura quando, per ragioni imprecisate, è stato improvvisamente sconfitto da alcuni di questi. L’impatto lo ha scaraventato a terra, ha sbattuto violentemente la testa sull’asfalto e ha perso conoscenza. Quando è scattato l’allarme, i vigili del fuoco, 118 operatori sanitari e la polizia sono fuggiti dalla scena. I feriti sono stati trasportati al centro trasporti dell’ospedale Bufalini, ma i decessi sono avvenuti durante una corsa al centro sanitario, a causa di un trauma cranico subito.

Denunce, contestazioni
Le denunce di infortuni sul lavoro presentate all’Inail lo scorso febbraio sono state 121.994, con un incremento del 47,6% rispetto alle 82.634 del primo bimestre 2021 e del 26,4% rispetto alle 96.549 del periodo gennaio-febbraio 2020. . un risultato fatale, un aumento del 9,6%, 10 in più dei 104 registrati nei primi due mesi del 2021 e 6 in più di 108 nel periodo gennaio-febbraio 2020. possono lasciarci indifferenti. In soli due mesi sono state registrate più di 120.000 denunce di incidenti e 114 hanno avuto gravi effetti collaterali. L’allarmante aumento rispetto al primo bimestre del 2021 richiede una seria riflessione per incoraggiare una maggiore attenzione alla salute e sicurezza sul lavoro”, spiega il presidente dell’Inail Franco Bettoni.

Emergenza
«Il profilo di rischio per il periodo 2019-2021, la rete contagiata dal Covid – prosegue Bettoni – mostra un’indicazione chiara: entro il 2019, quando non c’è virus, sono in lieve calo circa 642.000 denunce di infortuni pervenute al Centro. Più di 423.000 da -2020 e fino a quasi 513.000 entro il 2021. Risultati molto simili negli incidenti mortali, anche senza casi Covid. Verso il 2022, l’analisi statistica dei primi due mesi conferma l’urgenza di invertire sinergicamente il trend”.

Sicurezza sul lavoro limitata
«Nel nostro Paese esiste ancora una vera cultura della prevenzione – conclude Bettoni – che va costruita a partire dai banchi di scuola, poi conservata a lungo con un’adeguata informazione e formazione continua per tutti gli attori del ciclo produttivo. Una politica ammissibile per prevenire, incorporare in una cultura della sicurezza, non punire l’azienda nel mercato, al contrario, può fare la cosa prescritta per garantire e competere».