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“Uguaglianza delle donne, va fatta ma siamo sulla buona strada”


“E avvenne che andai all’adunanza come consigliere di distretto, accompagnato da un uomo: per il capo che incontrai, l’uomo era un commissario e io il facilitatore. Non sono stati solo gli uomini a commettere questo tipo di errore in buona fede, ma direi è un fenomeno culturale che può essere cambiato. E noi donne possiamo farlo“. Le parole di vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, Francesca BrianzaMercoledì 6 aprile ha partecipato al Liceo Curie di Tradate all’ultimo convegno PCTO (Alternanza Scuola Lavoro) coinvolto. classi 5AU, 5BU, 5AE della specializzazione in Scienze Umane ed Economianel contesto di Pari opportunità.

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Francesca Brianza al Liceo Curie di Tradate 4 di 8

«Era un progetto che correva tra diverse aree; In particolare è stata toccata la questione delle donne nei ruoli di potere, nella politica e nelle istituzioni – ha spiegato coordinatrice del progetto, la prof.ssa Patrizia Bottini -. L’approccio ha affrontato anche il ruolo delle donne nel mondo dell’arte selezionando altre figure che rappresentano la storia. Il sito era dedicato alla scienza e alle rivendicazioni delle donne durante lo sciopero. La presenza del Vicepresidente ha lo scopo di informare esperienza specifica del suo ruolo di persona istituzionale».

“L’uguaglianza di genere è una strada lunga e difficile, è iniziata molti anni fa, ma la strada è lunga” anche se qualcosa cambia – ha esordito Brianza, raccontando le sue esperienze nel mondo politico -. Ho iniziato come candidato a sindaco della mia città natale. Poi è arrivato il processo politico, prima all’opposizione e poi come sindaco, un ruolo che mi ha permesso di vedere il Paese e la società in modo diverso. Sono stato anche consigliere comunale fino al ruolo che ricopro oggi. Ecco alcune cose che possono e accadono: la politica e le istituzioni non sono così inverosimili come sembrano. Come Regione Lombardia stiamo facendo del nostro meglio per coinvolgervi ragazzi. Abbiamo approvato un Quadro per il Governo Locale denominato “La Lombardia è per i giovani“Mettersi al centro delle decisioni che devono essere prese. Ne verrà creato un altro parlare con i giovani pianificando tutte le politiche locali sui giovani, discutendo con voi e comprendendo cosa serve e cosa non serve, attuando le future politiche giovanili e la vostra comunità”.

Francesca Brianza al Liceo Curie di Tradate

Brianza poi ha fornito i dati: 34% delle donne in posizioni politiche attuali, di cui il 49% in possesso di titolo di studio pari o superiore a quello universitario. Non così per gli uomini. Le donne in politica oggi, che parlano solo di educazione, hanno più qualifiche degli uomini. Quindi qualcosa non funziona. Perché le donne vengono così spesso punite? Il primo è per una ragione culturale. Non è solo un problema lombardo, ma internazionale. Quindi c’è una dimensione culturale importante: l’accesso al mondo del lavoro, agli incarichi amministrativi o alla politica, richiede un approccio congiunto. Come Regione creiamo le condizioni affinché le donne si dedichino alla propria carriera e alla propria crescita, realizzandole in tutti gli aspetti della vita”.

Francesca Brianza al Liceo Curie di Tradate

«Sto parlando con le donne: mettiti alla prova, hai abilità, né più né meno degli uomini, abbiamo tutti le stesse opportunità e capacità, senza sacrificare nient’altro, senza fare scelte dove rinunciamo ad altre possibilità.. Le istituzioni e i politici hanno la responsabilità di collaborare con te per farti diventare un formatore – ha concluso il Vicepresidente rivolgendosi ai nuovi arrivati ​​- Uomini e donne hanno modi di vedere diversi: anche quando noi donne abbiamo cercato di entrare in posizioni di potere o di fare politica non dobbiamo confonderci ed essere più “uomini”. Abbiamo idee diverse e questo può essere uno strumento aggiuntivo: Non dobbiamo presumere che il ruolo del management sia solo maschile e quindi dobbiamo esercitarci, possiamo portare le nostre qualità e abilità uniche che possono essere utili quanto quelle degli uomini. Ma il punto è nostro come donne: credere che puoi arrivarci e avere il potere di farlo, abbiamo l’intelligenza e le competenze necessarie per quel ruolo in una vita sociale sostenibile e non dobbiamo arrenderci».