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Una guida affidabile che aiuta a capire il futuro degli italiani

La situazione economica delle famiglie nel periodo (periodo) Covid e nella fase bellica è caratterizzata da una sorta di “ritorno al passato”, come se le lancette dell’orologio tornassero alla normalità, e dai fenomeni di polarizzazione (come mostrato. Ricerca e Analisi Sociale). La serie del tempo, dal 2014 ad oggi, indica la strada emozione degli italiani nella speranza della loro situazione finanziaria – se non includiamo il brutto anno 2020 – vedono commenti che tornano ai livelli pre-epidemici.

Rimarrà invariata la quota delle proiezioni (46,1%, 47,5% nel 2019), quelle che ritengono destinate ad aumentare in modo significativo (33,2%, 30,6% nel 2019), mentre calano dal 19,6% quelle che si aspettano di poter migliorare 2019 al 16,1% di oggi. L’adeguamento dei punti di opinione è significativamente peggiore: – 17,1, leggermente inferiore al 2020, ma sicuramente superiore al 2019. Quindi, d’altra parte, i risultati confermano l’idea di un Paese ancora legato alla speranza, dove poche persone hanno la visione di una crescita possibile e il timore che le loro ricchezze vengano spazzate via. Da un lato, c’è il divario sempre maggiore e la divisione delle condizioni tra coloro che si aspettano miglioramenti e, dall’altro, coloro che pensano alla corruzione.

Questa pratica è enfatizzata osservando l’economia locale e nazionale. Anche in questo caso, troviamo enfatizzata la stessa forza. La maggioranza stimata mostra un aumento di peso nel proprio settore (45,2%, 43,5% nel 2019), soprattutto nel sistema nazionale (48,9%, dal 47,7%). L’ipotesi dello sviluppo spaziale umano (21,9%, 20,9% nel 2019) e dell’Italia (29,5%, 30,2% nel 2019) è invece molto simile a quanto visto negli anni precedenti. In questo caso il saldo è pessimo (rispettivamente -23,3 nell’economia locale e -19,4 in Italia), rispetto al livello familiare. D’altra parte, questi risultati raccontano come le persone percepiscono miglioramenti a livello del proprio territorio e dell’Italia, rispetto alla propria famiglia. D’altra parte, a causa dei peggiori equilibri, evidenzia come si enfatizza il senso di polarizzazione delle condizioni.

La differenza è questa emozione verso l’Europa. In questo caso la quota di chi vede crescere negli altri continenti (37,9%, era 28,6% nel 2019) è superiore a chi pensa di rallentare (32,4%, 34,5% nel 2019), riportando equilibrio alle cose buone. caso: +5,5. È diffusa la convinzione che i paesi partner europei siano più redditizi dell’Italia. La quantità di segnali sinora ottenuti consente la creazione di un “Indice di fiducia nel futuro” che, dopo la continua crescita negli anni, terminato nel 2022, conferma un segno negativo di 13,2, ma rappresenta il secondo numero più alto dal 2014. Aumentano anche i sentimenti di incertezza sul futuro (30%) rispetto all’anno della peste (24,8%), ma aprono le porte ai pessimisti (41,6%) e, al contrario, a un aumento dell’ottimismo (28,4%). Qui troviamo il fenomeno della discriminazione sociale, diviso tra coloro che, nonostante le difficoltà poste dal virus e dalla guerra, hanno ancora l’aspettativa (o la speranza) di fiducia in se stessi nel futuro (soprattutto uomini, anziani e anziani, di successo. , Imprenditori, residenti in centri di piccole imprese nel Centro Nord-Est), d’altra parte. E, d’altra parte, il pubblico visibile è segnato dallo scetticismo (soprattutto donne, disoccupati e artigiani, che vivono al sud).

L’incertezza sulle condizioni imposte dall’epidemia e dal conflitto, le apparenti differenze di governo rendono il Paese chiuso ancora più difficile e intaccano la fiducia. Lo sviluppo italiano supera sicuramente la riforma delle infrastrutture necessaria per fornire un edificio competitivo a livello globale, l’attuazione del proposto investimento PNR, la formazione aziendale, del lavoro e della comunità. Tuttavia, essere in grado di immaginare il futuro rende possibile la verità sponsor combattere il virus della sfiducia.