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Venezia-Udinese 1-2, Becao decide al 94′: le piscine non si alzeranno mai più.

VENEZIA – Ci sono così tante persone così, il vecchio Penzo non ha mai incontrato. La cessione è per chiamare i tifosi dell’Union, si lancia l’Udinese, bisogna far uscire gli ultimi cinque ed essere coraggiosi. Una buona occasione, visti i risultati di chi è inferiore e lotta per salvarsi. Il risultato è un gioco duro, spigoloso, bello e muscoloso. Partita dal finale incandescente: l’Udinese di testa sembra poi interpretare il ruolo di chi sbaglia a non chiuderla, fatica quando il risultato sembra congelato, mette seri rischi alle ondate emotive, e poi la coglie. indietro, colpendo la seconda vittoria alle spalle.

<< Ingxelo yomdlalo >>

Il Mosè di Zanetti

Zanetti si affida al suo Moses per cercare di ridurre gli effetti dell’acqua alta, un totem per attaccare Henry spinge Okereke in panchina mentre accanto al francese si conferma Johnsen. Domenica torna anche Busio senza un leader, capitan Aram, in panchina a trattenere il respiro come Caldara. Anche Cioffi dopo il gol contro il Cagliari consiglia al suo leader offensivo, Deulofeu, di essere libero di fare quello che vuole dopo un Beto garantito. Anche Marì in difesa e Arslan in mediana tornano da titolari, dove il tecnico toscano pensa che l’infinitamente Makengo e l’erculeo Walace siano impareggiabili. Manca solo Pereyra: e non è poco da perdere. Il primo tempo è un calcio di rinvio: è il 7′ quando un cross di Johsen bacia bacia la linea difensiva friulana e premia l’incursione di Cuisance, ma troppo imbarazzante la deviazione francese, Silvestri si fa perdonare. Inizialmente era Venezia a fornire calcio all’esercito, inutilmente invece che buono, ma la pressione ha prodotto due angoli (invisibili) di Cuisance e il terzo, colpito da Busio, Haps calcia in aria poco dopo. respingere. C’è congestione del traffico, ma la competizione non è finita.

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Ti sei fatto male in veneziano, non qualcosa di nuovo

Non è raro che l’Udinese racconti di non essere lontano da colui che ha aggiustato il suo livello ottenendo continuità di gioco e risultati. Al 22′ si vede Beto: tiro, riaccompagnato da Ampadu in angolo, poi buttato a terra dalle mani del record del mondo di Mari: lo spegne. Anche per un attaccante lusitano bisogna parlare di tesseramento post partita. Ma Venezia è stretta e così Udine esce dal mare senza lista: al 28′ Ceccaroni lascia a posto il pallone da paura, Deulofeu non fa in tempo a tirare ma si allontana permettendo a Udogie di piazzare un cross su Beto. salta e lo spegne. Il portoghese (32′) si sta dirigendo anche verso Molina che prova a crossare un cross basso dal campo di calcio, deviando le spalle dal forte centravanti, ma esterno. Divenne molto popolare… L’autolesionismo veneziano, cosa che è stata decisa e praticata in questi giorni, un attimo dopo trova il suo culmine nel famoso fallo di Cuisance nello Sfarfallio di Deulofeu: Sunshine (anche se Guida non ha dubbi), si finge straordinariamente talentuoso in spagnolo, Maenpaa da un lato e . Il Venezia sente che, dopotutto non ha vinto in 17 partite, la fiducia è bassa. Al ’40’ ci prova Ampadu con un cross sbagliato, un busio altissimo di testa, atteso da Silvestri nel top catch, il Venezia ha poche ma confuse idee. E poi il tempo finisce al 44′, dalla parte opposta, una bella struttura nell’ipotenusa di Deulofeu, dentro Beto, che spinge nuovamente la palla nel triangolo del cateto. C’è Makengo, il tiro è alto. Ad inizio ripresa il Venezia cerca di invogliare l’Udinese alla fuga, quando al 48′ Haps effettua un diagonale stop di Beto e rilancia un passaggio a Maenpaa, la palla rimbalza sull’area di contatto tra il portiere e il calciatore. invasore, e anche portiere riuscito a sparare al Brasile, a spegnere, a ripristinare i bastoni.

Udine si seleziona ma non chiude

Il Venezia sta provando ad andare avanti, ma l’Udinese è ancora in fase di selezione e, per l’inaspettato Beto, è anche molto brava a controllare il pallone. Poi suona strana la conclusione di Henry, che si sposta sulla destra e si conteggia ai suoi piedi da Silvestri, al 64′. Un minuto dopo Ceccaroni con la testa su un palo vicino prova a realizzare un cross dalla bandiera siriana, ma lo mette alto. Nel ’69’ proprio Successo calcia in area del Beto la palombella che, da esterno, non interviene, così il nuovo arrivato fa in tempo a ributtarsi sulla palla per mettere a terra Maenpaa. Il portiere finlandese è ancora il più impegnato a rispondere a una punizione velenosa di Makengo. Vale una chance la sparatoria di Okereke, da tempo trattenuto da Kiyine, trattenuto da Silvestri. Al 79′ Maenpaa si invola sulla sinistra per bloccare in angolo il rigore secco di Molina. La penalità chilometrica dalla Siria vede il confronto con le violenze tra Henry e Silvestri.

Palla equivalente esterna e passante

C’è una chiusura finale veneziana, l’estemporaneo arriva al quadro, tira le mani, Soppy tocca dove Enrico scappa con le borse sotto la traversa percorrendo i due metri. Trenta secondi dall’inizio della corsa, Okereke al centro di Henry, Becao è in una divisione critica per evitare una deviazione riuscita dal centro principale. attraverso una porta vuota. In campo aperto all’88’ Beto applaude ma cade il crampo vittima. Quest’ultimo non è proprio prevedibile, l’inerzia sembra grondare arancio e verde ma Becao ha vinto l’angolo e sta andando a tenere in equilibrio di testa il prossimo cross di Jajalo. Il break finale è veneto, ma Aram alza una punizione da 30 yarde di Henry.

VENEZIA (4-3-2-1): Menpaa; Ebuehi (56’Kiyine), Modolo, Ceccaroni, Haps; Crnigoj (72′ Nani), Ampadu, Busio (52′ Vacca); Cuisance (52 ‘Aram), Johnsen (52’ Chiesa); Enrico. Qualunque cosa. Zanetti
SACRIFICIO (3-5-2): Silvestri; Faggio, Mari, Perez; Molina (84′ Soppy), Arslan (68′ Samardzic), Walace, Makengo (84′ Jajalo), Udogie (72′ Zeegelaar); Beto, Deulofeu (68′ Successo). Qualunque cosa. Cioffi
ARBITRO: Guida (eVar Di Paolo)
HA UNA COPPIA: 35′ Deulofeu (rigore), 86′ Henry, 94′ Becao.
NOTA: avvertito: Busio, Cuisance, Haps, Arslan, Henry, Ceccaroni, Udogie, Ampadu, Nani. 0 ‘e 5’ ritornano