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Vinitaly edizione numero 54: le emergenze sono la guerra in Ucraina e l’inflazione

io Vigneto italiano riprende dopo due anni di Covid e la crescente pressione legata alla guerra introdotta dalla Russia in Ucraina. Lo fa a Verona, nella 54a edizione di Vinitaly (10-13 aprile) con un numero di osservatori dell’epidemia pre-epidemia, ma anche con l’obiettivo di trovare soluzioni per affrontare gli ulteriori costosi complessi che prima erano stati determinati dal virus e ora sono in conflitto armato. Secondo l’enfasi del Censis sull’Alleanza delle Cooperativa “siamo nel bel mezzo di un drammatico aumento degli 1,1/1,3 miliardi di euro di costi aggiuntivi”.

Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafierelancia l’allarme: “C’è un rischio reale di perdere quote di mercato a favore dei Paesi in via di sviluppo del nuovo mondo e dell’Europa, che si riflette meno nella crisi energetica”.
Cosa dovresti fare allora? La prima risposta è legata alla gestione dell’emergenza: mercato russo chiuso – valutato 345 milioni e in crescita doppia rispetto all’export – e con l’ucraino oltre 56 milioni, Veronafiere ha investito per portare Vinitaly. più di 700 top buyer da 50 paesi.

“Ci saranno – dice Maurizio Danese, presidente di Veronafiere “Grazie alla collaborazione con l’Agenzia ICE, abbiamo potuto coprire aree strategiche dall’Atlantico al Pacifico all’Europa e, da quest’anno, all’Africa. “E il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, esprime sostegno per la riorganizzazione dell’export delle società export di Mosca e Kiev e promette che il governo Draghi farà di tutto “escludendo Nutriscore alla bozza come previsto dalla Commissione”. iniziative di beneficenza”.

Se il mercato del vino va oltre l’apparenza

di Lara Loreti



E poi ci sono le risposte a medio e lungo termine. Vinitaly 54, infatti, è anche un ponte verso il futuro in quanto aiuterà a testare la risposta degli amanti del vino alla decisione di spostare al grande pubblico le feste all’aperto nel cuore di Verona con concerti e degustazioni. Secondo un rapporto dell’Osservatorio Nomisma sul mondo del vino, 9 italiani su 10 bevono vino, «un dato di fatto in aumento rispetto al periodo pre-Covid“E c’è molto interesse per nuovi modi per i consumatori. All’interno dello spazio fieristico ci sarà uno spazio dedicato al “quarto colore del vino”, dedicato agli Arancioni e poi una nuova sezione dedicata ai prodotti di nicchia in tiratura limitata e alta qualità, mentre nella Hall Organic non mancheranno di più. L’area di presentazione di Vinitaly Bio e Mixology, che dopo l’uscita di ottobre 2021, inizia ufficialmente con il suo format.

E nel prossimo numero, annuncia Mantovani, «ci concentreremo di più crescita internazionale e migliorare la qualità dei consumatori e ci saranno tagli più selettivi per gli amanti del vino in fiera, oltre a una maggiore distribuzione dei contenuti online a favore del b2b (business-to-business, ndr)”. Del 74% delle aziende in campione analizzato da Berger, la crescita internazionale è una priorità assoluta, seguita dal miglioramento dei ricavi (52%) e dal volo, anche se il 60% del valore è nelle mani di sole 106 aziende, e quasi la metà ha un sindacato.

“Verona è in pieno svolgimento – conclude Danan – vuole essere il posto dove stare Circa 45mila aziende di produzione italianetra cui migliaia di piccole e medie imprese, come mostrano i dati Sace e Istat, potrebbero perdere ogni occasione per riconquistare le quote sottratte loro dal Covid e la guerra in corso potrebbe essere una vera svolta”.