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Vino, Vinitaly è un nuovo inizio per rivitalizzare i mercati internazionali

domenica 10 aprile 2022 – 14:42

Vino, Vinitaly è un nuovo inizio per rivitalizzare i mercati internazionali

Da oggi a veronafiere 4.400 aziende da 19 paesi e buyer esteri da 50 paesi

Roma, 10 apr (askanews) – Dopo due anni di relax, torna il momento più atteso del settore e della promozione del settore vitivinicolo: torna Vinitaly a Veronafiere, dal 10 al 13 aprile. La 54a edizione del Salone internazionale del vino e dei distillati offre un’area espositiva commercializzata con 4.400 aziende provenienti da 19 paesi, oltre 30 convegni e 76 piani di eccellenza in programma. Piattaforma b2b online integrata di VinitalyPlus, con oltre 17.000 lettere incorporate in formato digitale dai produttori.

Sono 700 – informa l’organizzazione in un comunicato – i top buyer esteri di vino italiano approvato al Vinitaly da 50 paesi: 650 sono arrivati ​​grazie a una campagna promossa da Veronafiere e ICE-Agenzia; di questi si aggiungono 50 operatori profilati on demand nella loro Verona d’inizio, una nuova parte del progetto reddituale ‘tailor’, frutto della collaborazione fieristica diretta con 30 aziende espositrici Vinitaly.


Tra le novità all’interno dei 17 padiglioni, oltre al ‘quarto colore del vino’ della Cantina Orange, “MicroMegaWines – Micro Size, Mega Quality”, la nuova categoria prevede una piccola stampa di prodotti di nicchia di alta qualità come come Sala Organica. che utilizza l’offerta Vinitaly Bio e la sezione Mixology che inizia ufficialmente con il suo format.

A Vinitaly sarà allestito uno spazio espositivo internazionale presso l’International Wine Hall, padiglione riservato ai prodotti internazionali provenienti da Francia, Brasile, Slovenia, Argentina, Spagna, Serbia, Macedonia, Libano e Sud Africa. Sol&Agrifood, rassegna internazionale della qualità agroalimentare, Enolitech, rassegna internazionale della produzione di vino, olio e birra, e Vinitaly Design, luogo dedicato alla degustazione e al servizio, all’arredo del vino, al vino. bar e ristoranti con installazione personale e regalo.


Al primo convegno mattutino dal titolo “Vinitaly Restart” hanno partecipato il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli, il presidente di Veronafiere Maurizio Danese, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Vereric Federo Sboarina, Ferro Verot Sclo e il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. Nel corso dell’evento Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, ha presentato i risultati della “Road to North America”, dedicata al presente e al futuro della vendita del vino italiano negli Stati Uniti e in Canada.

Secondo Maurizio Danese, presidente di Veronafiere: “Dopo l’epidemia, il vino italiano è nel mezzo di una marea crescente di 1,3 miliardi di euro di costi aggiuntivi, che gli fanno perdere quote di mercato sostenendo la produzione dei paesi del nuovo mondo e degli europei. , sotto esposizione a problemi energetici. Questo è un tema delicato e creativo che sarà nel bel mezzo delle giornate del Vinitaly e, di conseguenza, stabilirà un nuovo modo di scegliere i mercati ei top consumatori. Il ritorno al volume pieno delle manifestazioni esistenti si traduce nell’opportunità di riprendere l’export per le piccole e medie imprese del settore vitivinicolo. Il settore vede l’Italia come il più grande produttore mondiale con una quota del 18,5%, grazie a 130.000 aziende agricole, più di 45.600 aziende vitivinicole e 1,3 milioni di addetti. E in questo contesto Vinitaly torna a ricoprire un ruolo da protagonista, da vero protagonista nella promozione e nell’unione delle nazioni”.


Stefano Patuanelli, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ha sottolineato la necessità che “Incontri come Vinitaly, dopo 2 anni di interruzione, mettano in luce il potenziale delle filiere produttive italiane per lo scambio di informazioni tra i diversi attori del mercato, sia a livello nazionale che internazionale. è raro trovarli con prezzi emergenti insoliti: un record per l’export del 2021 di vino del valore di 7,1 miliardi di euro, e un tasso di crescita del 12,4% che non racchiude tutto ciò che possiamo offrire e dove dobbiamo investire. , le aziende e gli enti dovrebbero fare ogni sforzo per affrontare le tante sfide che dobbiamo affrontare in questo momento, ma questi numeri sono “freddi”, non contengono tutti i valori, la cultura, la storia, l’innovazione e il segreto la parte più importante del mondo del vino. Quei sentimenti e quei significati che acquistano valore solo per la nostra eccellenza. Non produciamo semplicemente eccellenza. Produciamo distinzione, luogo, gusto. La stessa differenza esiste tra la fredda conoscenza e ciò che esprimiamo sull’innovazione mantenendo e migliorando il nostro ambiente, la nostra cultura e il nostro patrimonio strategico”.

Carlo Ferro, presidente ICE sottolinea che “Vinitaly è un’occasione per riaffermare lo stato dello sport nel Paese. Ad ICE, lo stanziamento di 30 milioni di euro a sostegno degli eventi in Italia va di pari passo con la nostra partnership con la migliore fiera internazionale. Dopotutto, gli studi sono gli strumenti di base per supportare l’esportazione. Da questo punto di vista, sono molto felice che la partnership con Vinitaly stia andando in questo modo: sto pensando a tappe a New York, Londra, Hong Kong e ad altre iniziative di promozione del vino in tutto il mondo. Per quanto riguarda l’impatto della guerra, in collaborazione con il Dipartimento degli Affari Esteri, abbiamo annunciato uno stanziamento di 15 milioni di euro al fine di facilitare la diversificazione del mercato per le società di esportazione in Russia, Bielorussia e Ucraina”.

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, afferma: “Dopo due anni di epidemia il Vinitaly è finalmente tornato, nella sua versione della storia. Abbiamo perso due programmi ma ora siamo tornati alla normalità, anche in un momento difficile, perché il Covid è ancora vivo e in Ucraina c’è la guerra. Oggi lanciamo un evento di marketing, un segno importante perché dimostra che c’è voglia di partecipare, di tornare ad incontrarsi e di fare affari con qualcuno. Vinitaly è, infatti, la più grande fiera del vino al mondo, meta del turismo internazionale e mostra spettacolare del Veneto, prima regione italiana a produrre 11 milioni di ettari di vino prodotti, che rappresentano un terzo del mondo. circa 2,5 miliardi di euro entro il 2021, con un aumento dell’11,1% entro il 2020. Ora in Vinitaly il mondo potrà ricreare e scoprire cose nuove del Veneto, in una vera e propria festa per promuovere il nostro settore viticolo-culturale-enologico”.

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