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Vivi la Settimana Santa e medita sulla Sindone

Nel suo recente libro The Via Sindonis Scholar Emanuela Marinelli propone un riesame dell’evidenza storico-scientifica che mette in parallelo la Sindone alla Sindone di Gesù, così come l’invisibile Via Crucis che inizia a considerare le ferite inflitte al Sacro Lino. , meditato da Don Domenico Repice e corredato da 15 tavole iconografiche. Uno strumento utile per vivere la Settimana Santa.

A cura di: Fabio Piemonte – Nuovo Campus
Data di pubblicazione:

“L’uomo vestito potrebbe essere Gesù? Per rispondere alla domanda su questa grandezza, in almeno trenta discipline diverse: anatomia, antropologia, archeologia, botanica, biologia, chimica, diritto romano, eidomatica, esegesi biblica, fisica, fotografia, iconografia, informatica, matematica, forense. medicina, microbiologia, microscopia, numismatica, paleografia, palinologia, patologia, radiologia, scienze dei tessuti, spettroscopia, matematica, storia, storia dell’arte, teologia, traumatologia, uso della sepoltura ebraica».

I risultati storico-scientifici più importanti di questi studi sono raccolti da un’attenta, approfondita e approfondita ricerca di molti studi di vari esperti, in un recente numero di Via Sindonis. L’interesse per Cristo è stato scritto da Sacro Lino (Ares 2022, p. 342) della sindonologa Emanuela Marinelli, riconosciuta a livello internazionale. Partendo dalle ferite stampate sul Lino Sacro, il volume eleva anche l’inedita Via Crucis e la meditazione di Don Domenico Repice insieme a 15 tavole iconografiche.

Il volume si apre con un breve percorso storico che, prendendo importanti tracce dell’esistenza della Sindone fin dai primi secoli, ne ripercorre le tappe, dalla sua apparizione a Lirey alla metà del Trecento fino all’odierna osservanza della terra. Il duomo di Torino, attraversato dal catastrofico incendio del 1532 che fu gravemente danneggiato dallo scoppio delle fiamme nella fortezza Sainte-Chapelle di Chambéry. Questa è solo una delle tante variazioni della sua storia che, tra l’altro, hanno contribuito all’instaurazione di un rapporto borghese riscontrato negli esperimenti al radiocarbonio, i cui risultati sono stati confutati da recenti ricerche scientifiche. E infatti i campioni prelevati nel test del 1978, condannato nel 2019 dalla rivista scientifica Archeometry “disomogenei e non rappresenta l’intera carta”, non consideravano nemmeno il fuoco; o la presenza di muffe e batteri; o il fatto che, durante la manifestazione pubblica, la Sindone sia stata sostenuta da mani “per rendere gli angoli soggetti ad usura”.

Analizzando il lino sacro, è possibile raccogliere molte informazioni sui metodi della crocifissione e crocifissione romana e trovare, in alcuni casi, “la testa ferita da una corona di spine, il dolore del viso”. , le linee di molti colpi, colpi lasciati sulle spalle da una traversa dritta (patibulum), segni di caduta, buchi causati da chiodi nei polsi e nei piedi, colpi di lancia in quella direzione. scrive le cause della possibile morte per infarto seguito da emopericardio.” abbondanza. appare più nella foto sbagliata che in quella reale». L’uso della sepoltura ebraica deriva dalla spina di pesce della tessitura del lino, dalla scoperta dell’olio di elicriso, dell’aloe, della mirra e di 58 specie di polline, di cui «38 non sono in Europa, 17 sono comuni e frequenti a Gerusalemme e dintorni, 13 sono le alofite più importanti o speciali della regione del Negev e del Mar Morto”, a conferma della tesi dell’esistenza della Sindone a Gerusalemme prima che raggiungesse l’Europa.

Anche il sangue umano rinvenuto nel Lino Santo, del gruppo sanguigno AB (simile al miracolo di Lanciano e al Sudario di Oviedo), è stato sottoposto a radiazioni ultraviolette. E’ il risultato di uno studio degli scienziati dell’ENEA di Frascati, sulla base di un”autopsia’, che conferma che “e’ certo che il corpo sia rimasto nell’indumento solo per poche ore, stampandone l’insolita immagine”. Non vi è alcun segno di decadimento in esso e “non è chiaro come sia stato interrotto il collegamento tra la scocca e il telo senza modificare le decalcomanie già realizzate”. Basti pensare che «di solito una trentina d’ore dopo la morte inizia nel cavo orale il rilascio dei gas di ammoniaca. Se ciò accadrà, vedremo, nel caso della stampa delle labbra, un alone nero che non esiste, mentre possiamo vedere una matita per le labbra impeccabile.Tuttavia, la conferma della sua autenticità arriva finalmente dalla sconvolgente corrispondenza tra i risultati dello studio della Sindone e quanto affermato nei Vangeli sulla Passione, a cominciare dalle vie di ematidrosi causate dal sangue del Getsemani, e poi rappresentato ad immagine di Cristo.

Riflettendo sulla Via Crucis alla luce della Sindone, don Repice fa notare che «nel ritratto dell’Uomo della Sindone sono presenti molte vivide cicatrici risultanti da quelle descritte nei Vangeli: sulla guancia destra si vedono la verga, il suo tronco e naso; lo zigomo destro è gonfio; sopracciglio sinistro con coaguli di sangue; due vasi sanguigni sporgono dal naso; sotto il labbro superiore alcune macchie di sangue; il naso è graffiato e la sua punta appare leggermente storta; sopracciglia danneggiate; le palpebre sono rotte”. Allo stesso modo sottolinea che, oltre a «centinaia di ferite dovute a percosse e patibolismo, nell’immagine della Sindone sono abbastanza evidenti i sintomi di una caduta. Le ginocchia sono lussate e sulla sinistra ci sono segni di sangue e terra. si può notare la fascia di sangue, che fuoriesce dalla ferita laterale e si è così accumulata per la possibile presenza di tessuti posti all’altezza dei glutei, che ricoprono le gambe. nudità”.

Per questo don Repice afferma ancora che «accogliere la croce di Cristo significa anche affrontare la vita con coraggio, senza viltà, per trasformare in vigore l’inevitabile difficoltà dell’esistenza, mostrando la propria disponibilità ad accettare la forma della croce nella propria vita, il concetto di croce. , di cambiare il mondo”, in un vivo desiderio” di interpretare le ferite della nostra esistenza alla loro luce di Cristo, nello spazio dell’amore di Maria. Fonte di forza e forza spirituale, il Crocifisso dimostra un amore infinito che dà valore a tutte le fatiche e le avversità».

Sulla base dell’enfasi dettagliata di questo volume di Sindon Marinelli e di don Repice, la Sindone si è infatti rivelata come «il quinto Vangelo della Passione, scritto nel sangue di Cristo stesso» e, nelle parole di Giovanni Paolo II, «come la silenziosa testimonianza del sentimento, morte e risurrezione di Cristo.” Questo amore disinteressato, anche solo un centimetro del suo corpo, ha tutto. sii una ferita ardente di eterna misericordia nella vita del mondo.